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Sant'Antioco - Nominati i due rappresentanti del Comune in seno alla Pro Loco.

Politica Locale
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Nominati i due rappresentanti del Comune in seno alla Pro Loco.

Sono Pasquale Renna, consigliere di maggioranza e Renato Avellino, consigliere di minoranza, i rappresentanti del Comune in seno al consiglio di amministrazione delle Pro Loco. Li ha nominati il sindaco

nei giorni scorsi. Hanno una funzione di controllo dell'Ente verso l'associazione turistica cittadina e per norma sono scelti e nominati dal Sindaco. Buona prassi istituzionale vorrebbe però che le nomine, sentiti i capi gruppo, vengano comunicate al consiglio comunale.

Ciò non è ancora avvenuto e sicuramente faranno parte della comunicazioni del sindaco nella prossima seduta del Consiglio comunale. Il sindaco di Sant'Antioco per la nomina dei consiglieri di maggioranza e minoranza in seno alla Pro loco ha seguito la norma prevista dallo statuto. Un appunto però si deve fare perchè il sindaco ha dimostrato poco spirito di collaborazione con i gruppi consiliari, poca trasparenza e rispetto verso la più alta assise politica cittadina quale è il Consiglio Comunale.
Sull'episodio è intervenuto in una nota il gruppo di opposizione in consiglio comunale Genti Noa
"In occasione dell'approvazione del bilancio, sembra che l'assemblea della pro loco cittadina abbia nominato i due rappresentanti che dovrebbero svolgere funzioni di controllo all'interno della stessa associazione per conto del consiglio comunale. Ma l'assurda contraddizione è proprio questa: per una questione di buon senso, non è certamente opportuno che sia l'associazione pro loco a nominare i due rappresentanti invece che il consiglio comunale. Nulla in contrario sulla nomina dei consiglieri nominati, Renna e Avellino, i quali offrono garanzia di professionalità e trasparenza, ma è davvero uno sproposito che sia l'ente da controllare a nominare i suoi controllori. Con una mozione del luglio 2014, votata all'unanimità dal consiglio comunale, Genti Noa ha stigmatizzato che l'amministrazione comunale da due anni e mezzo ometteva di nominare i suoi rappresentanti all'interno del consiglio di amministrazione della pro loco. Il fatto era degno di nota in ragione della circostanza che la predetta associazione drena la maggior parte dei finanziamenti delle manifestazioni culturali civili e religiose. Oggi, al di là delle regole più o meno ragionevoli che si vorrebbero applicare, ed in spregio alla deliberazione unanime del consiglio comunale, è andata a finire che a scegliere i rappresentanti politici che dovrebbero monitorare l'operato della pro loco sono stati scelti dalla pro loco stessa. Cose dell'altro mondo!

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