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Carbonia. Dimissioni “sospese” dell’assessore alla Cultura: le minoranze puntano il mirino contro il sindaco Paola Massidda e il M5S.

Politica Locale
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Dopo l’annuncio delle dimissioni dell’assessore comunale alla Cultura Emanuela Rubiu, per ora rimaste in sospeso in attesa di una decisione definitiva che dovrebbe arrivare lunedì, l’opposizione approfitta per attaccare. Per ora piuttosto scatenata è la sinistra, mentre la minoranza moderata per ora prende atto e aspetta l’esito della vicenda. Parte invece all’assalto della giunta a Cinque Stelle l’ex sindaco Giuseppe Casti: «Non c'e due senza tre! – ironizza – Continua il disastro targato Paola Massida e 5 Stelle: si dimette il terzo assessore. Le dimissioni di Emanuela Rubiu confermano, per l'ennesima volta, la cronica incapacità del Sindaco, Paola Massidda, di guidare questa Città sempre più allo sbando. Mentre offendono il nostro passato distruggono il futuro lasciando Carbonia senza guida. Servizi sociali al disastro .. scuola senza nessuna programmazione. ..sport e cultura alla deriva e un bilancio senza prospettive per la Città.... tra poco si chiuderanno altri servizi. Chi, davvero, dovrebbe rassegnare le dimissioni è il maggior artefice di questo fallimento: Paola Massidda». Punta i mirino contro il capo dell’amministrazione comunale anche il capogruppo del Partito dei Sardi Fabio Usai: «La responsabilità politica è del sindaco, non c’è dubbio – questa la sua posizione – non possiamo far finta di non vedere quello che è chiaro a tutti: Paola Massidda non ha la capacità di guidare la sua amministrazione e la città. Quando si perdono per strada i pezzi in questa maniera non si possono avanzare giustificazioni di nessun genere: al comando della macchina c’è una persona che non è capace di condurla e la macchina sbanda da ogni parte, con grave danno per Carbonia». Si registra infine, fuori dal campo partitico, un commento dell’esponente sindacale Roberto Puddu, segretario della Camera del Lavoro della CGIL, che fa riferimento a recenti polemiche sulla storia della città che hanno coinvolto anche l’assessore quasi dimissionario: «E tre! Ma la terza è di spessore – spiega Puddu – per le pesanti motivazioni che vi stanno dietro e che riguardano la visione della storia della città, del rispetto (non solo istituzionale che pure manca) dei suoi protagonisti e del legame con il suo futuro. Domenica sera alla Fabbrica del Cinema (in Piazza Sergio Usai, in quella ex Miniera simbolo e motivo di esistenza della città, dove con decine di migliaia di altre persone, ci ha lavorato anche il mio babbo), ho sentito il suo [di Rubiu, ndr] sofferente intervento nella presentazione del film sul sindaco Pietro Cocco. Sofferente per l'evidente imbarazzo di parlare a seguito dell'imbecille posizione espressa due giorni prima da uno stellato, applaudita dai fondamentalisti ed appoggiata da altri esponenti della giunta e infine evidentemente condivisa dai "badanti" che dal loro smartphone dirigono la "baracca". Se queste sono, come penso, la motivazione delle sue dimissioni, mi sento di esprimergli la mia personale solidarietà!».

Giovanni Di Pasquale

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