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Sant'Antioco. Interventi, iniziative e proposte per l'isola in due convegni di Italia Nostra

Politica Locale
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La sezione cittadina di Italia Nostra Sardegna ha organizzato due convegni per discutere di infrastrutture, portualità ed ecosistema dell'isola. Si svolgeranno Giovedì 25 maggio e Sabato 27 maggio alle ore 18 nella sala Sufeti in piazza De Gasperi. Si tratta di due incontri con la comunità per informare e discutere intorno alle infrastrutture utili per affrontare e superare la difficile congiuntura economica che attraversa l'intera Sardegna e in particolare il Sud Ovest sardo. L'arcipelago del Sulcis è interessato da una serie di infrastrutture previste dal Piano Sulcis che, a detta dei proponenti, dovrebbero risollevare l'economia del territorio. Il nuovo ponte di collegamento tra l'isola madre e l'isola di Sant'Antioco è indubbiamente l'infrastruttura più importante sotto l'aspetto economico e più invasiva dal punto di vista paesaggistico e ambientale. Italia Nostra intende avviare un momento di riflessione al fine di analizzare le diverse criticità esistenti per meglio capire i reali bisogni e le necessità degli abitanti dell'arcipelago e stabilire quindi le priorità.
Tra le infrastrutture più importanti ed essenziali per la comunità isolana (abitanti di Calasetta e Sant'Antioco, ma anche gli abitanti di Carloforte obbligati a transitare per questa isola) si ritiene necessario privilegiare le opere che garantiscono:
1. un collegamento rapido e sicuro verso l'isola madre, unica via per raggiungere il capoluogo sardo, l'aeroporto e il porto;
2. un collegamento marino tra laguna e golfo di Palmas che garantisca il ricambio idrico della laguna e che consenta alle imbarcazioni dei pescatori di transitare dalla laguna al golfo e viceversa;
3. un collegamento veloce tra Calasetta e Carbonia alternativo rispetto all'attuale: un percorso a basso impatto ambientale che eviti il centro abitato di Sant'Antioco e l'attuale tratto di SS 126 - Sant'Antioco/Carbonia - ormai trasformato in una lunga periferia urbana;
4.un approdo in grado di ospitare le imbarcazioni e offrire servizi alla marineria locale, categoria da sempre bistrattata e in perenne stato di precarietà;
5. la riconversione del porto commerciale in porto turistico che sia in grado di ospitare anche grosse imbarcazioni e di fornire supporto logistico;
6. la bonifica e il recupero dell'area ex Sardamag da destinare ad attività compatibile con il centro urbano adiacente, col mare e con l'infrastruttura portuale esistente e da ristrutturare;
7. la tutela del mare dell'arcipelago, a garanzia della biodiversità e della salubrità delle acque, anche attraverso l'istituzione di un'Area Marina Protetta.

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