In casa Cinque Stelle, la tranquillità è una chimera. Fra bufere mediatiche, dimissioni di assessori e consiglieri comunali, polemiche interne, per la giunta guidata dal sindaco Paola Massidda e la maggioranza che la sostiene le polemiche sono all’ordine del giorno: perfino quando un caso si chiude, se ne apre un altro, e perfino più spinoso di quello che viene archiviato. Oggi, per andare sul concreto, si registrano due fatti. Il primo riguarda il presidente del consiglio comunale, Massimiliano Zonza [nella foto sopra], sotto accusa da giorni per un post da lui pubblicato su una pagina Facebook del M5S cittadino dal contenuto sessista e insultante, che ha provocato dure proteste da parte di un gruppo di donne nell’ultima seduta dell’assemblea municipale. Ebbene, Zonza, nel corso dell’odierna seduta della conferenza dei capigruppo, ha annunciato di aver rassegnato le dimissioni. Come si era immaginato, la sua posizione non era più sostenibile e l’atto di lasciare la carica non può che liberare la maggioranza di una difficoltà, insita nella mozione presentata dalla minoranza, ma firmata anche da due consiglieri del M5S – Mauro Careddu e Mauro Uccheddu – che ne chiedevano le dimissioni. A questo punto, la mozione non ha più motivo di esistere: adesso, tuttavia, a carico del Movimento, resta l’obbligo di trovare un nuovo presidente del consiglio: oltre ai sostituti degli assessori alla Pubblica Istruzione e alla Cultura, Spettacolo e Turismo. C’è il rischio, invece, che per il sindaco Paola Massidda, via sia pure l’eventualità di surrogare uno dei pezzi forti della sua giunta: Gian Luca Lai, l’assessore all’Ambiente e ai Lavori Pubblici, nonché vicesindaco. È venuto alla luce, infatti, nelle ultime ore un possibile caso di conflitto d’interessi a suo carico: perché risulta che, dall’aprile scorso e sino alla fine dell’anno, egli abbia accettato un incarico professionale – Lai è ingegnere ambientale – da un impresa che sta lavorando alle bonifiche nell’area di competenza della Portovesme s.r.l.. Quella Portovesme s.r.l. che attende l’approvazione per una nuova discarica per i suoi rifiuti, essendo pressoché esaurita quella attualmente attiva in località Genna Luas. La nuova discarica insiste su un terreno che non potrebbero essere destinato ad uso discarica, essendo indicato nel piano urbanistico come area agricola. Sarebbe quindi necessario un voto del consiglio comunale, che modifichi la destinazione d’uso di quelle aree: quel che è sicuro è che Lai non dovrebbe votare un tale provvedimento, non essendo egli né consigliere comunale né sindaco. Essendo vice sindaco, potrebbe trovarsi accidentalmente a dover sostituire il primo cittadino e tuttavia, sarebbe sufficiente un’astensione per evitare un voto che confligga con la sua sopravvenuta occupazione lavorativa. Chi scrive, ha chiesto questa mattina al vicesindaco un colloquio, al fine di chiarire l’eventuale conflitto fra incarico politico e posto di lavoro. Il colloquio non è stato concesso per la necessità di rilasciare una dichiarazione che sia frutto di una discussione interna: e pazienza se ieri, lo stesso Lai aveva scambiato qualche battuta con il webmagazine youtg.net, al quale aveva dichiarato di aver presentato una richiesta di parere (a chi?) per valutare se vi sia incompatibilità i due incarichi, di non aver ricevuto pressioni di alcun genere, di essere pronto a lasciare l’assessorato se fosse conclamata l’incompatibilità. Ad occhio e croce, se, da aprile, si fosse richiesto un parere all’Autorità Nazionale Anti Corruzione, forse il dilemma sarebbe già stato risolto: il fatto che non sia stato richiesto, laddove si faccia prossimamente, non farà che causare all’amministrazione a Cinque Stelle nuovi problemi: non solo di provenienza esterna. Già si annunciano su Fb nuovi attacchi da parte dei dissidenti che nei giorni scorsi ha attaccato l’esecutivo e la parte del Movimento che lo sostiene. Quello cui si spera di non assistere è il triste spettacolo del moralismo esibito da parte di chi, esibendo cariche di vario genere, a Portovesme – con o senza la sigla “s.r.l.” – ha fatto per anni lunghe anticamere in attesa di consegnare liste più o meno lunghe di future assunzioni.
Giovanni Di Pasquale