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Sant'Antioco. Ignazio Locci (fi) Critica gestione degli immobili di Sant'Antioco.

Politica Locale
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Edifici comunali abbandonati, improduttivi, o concessi in comodato gratuito senza alcun criterio ad associazioni. E ancora: strutture appartenenti alla comunità “regalate” a imprese esterne (vedi Casa dell’anziano e Ostello della gioventù), a dimostrazione dell’incapacità di gestire i beni della collettività. La cura e valorizzazione del patrimonio pubblico da parte della giunta guidata dal sindaco Mario Corongiu è oltremodo fallimentare e approssimativa.
Un’amministrazione senza idee sta mandando letteralmente in rovina le strutture comunali. Da otto anni assistiamo all’inesorabile degrado degli edifici di proprietà della collettività. E quando non sono abbandonati a stessi, vengono concessi ad uso gratuito ad associazioni senza scopo di lucro (locali di via Roma, ex Assessorato ai Servizi sociali) sulla base di chissà quali direttive. Operazioni che, in maniera del tutto arbitraria, creano discriminazioni nei confronti di sodalizi altrettanto meritevoli.
Un altro caso emblematico è dato dal Centro gioco di Monte Cresia, là dove un tempo venivano garantiti i servizi per l’infanzia ma che oggi, grazie alle scelte scellerate del primo cittadino e dell’assessore ai Servizi sociali, risulta tristemente inutilizzato. Eppure l’esecutivo cittadino aveva assicurato la creazione di un’aula informatica e di una scuola di musica. Ma nulla: a oggi non esiste alcun progetto e anche quell’immobile si unisce alla lunga schiera di edifici comunali dimenticati da una politica inconcludente. E come se non bastasse, ecco un esempio lampante di incoerenza gestionale: se da una parte l’amministrazione concede strutture comunali a ditte esterne con una buone dose di leggerezza, dall’altra chiede di avere in concessione il porticciolo turistico, impegnando centinaia di migliaia di euro pur nella consapevolezza di non essere in grado di gestirlo. E che dire, poi, del mercato civico? Un tempo centro nevralgico dell’economia della cittadina, oggi edificio del degrado che propone al pubblico l’attività di un unico bar sparuto in mezzo a box vuoti.
Dopo otto lunghi anni di torpore, Mario Corongiu dovrebbe finalmente mettersi d’impegno per onorare il suo mandato e attuare le giuste politiche volte alla valorizzazione del patrimonio pubblico esistente, al fine di renderlo produttivo e di restituirlo alla comunità, senza operare discriminazioni e giochi di potere che soddisfano esclusivamente gli interessi di certuni.

Ignazio Locci

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