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Carbonia. Nel collegio della Camera, Liberi e Uguali candida l’emiliano Claudio Grassi. Reazioni negative nel rassemblement della sinistra di Grasso

Politica Locale
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Nel collegio proporzionale della Camera dei Deputati in cui è ricompreso il Sulcis Iglesiente, Liberi e Uguali candida Claudio Grassi, 62 anni, reggino, ex Rifondazione Comunista e Rivoluzione Civile, il movimento fondato dall’ex magistrato Antonio Ingroia.
La decisione dei vertici nazionali di paracadutare un emiliano in Sardegna, in una delle posizioni che avrebbero consentito a LeU di eleggere un parlamentare, ha scatenato proteste furibonde nelle file del rassemblement guidato dal presidente del Senato Pietro Grasso: esponenti di spicco dell’area della sinistra radicale che hanno aderito a Liberi e Uguali, come Thomas Castangia, leader regionale dei civatiani di Possibile, e l’attuale deputato di Art.1 Michele Piras, hanno infatti annunciato di non volersi più candidare e hanno denunciato il sopruso dell’imposizione di un candidato totalmente estraneo alla Sardegna. Ma chi è Claudio Grassi?
Ha iniziato la sua attività pubblica come sindacalista della CGIL: negli anni Ottanta è stato nella frazione che ha combattuto i provvedimenti governativi contro la “scala mobile”, ma nei Settanta aveva già partecipato all’attività della galassia extraparlamentare. Successivamente, fatto ingresso nel PCI, ha aderito alla corrente filosovietica di Armando Cossutta.
Nel momento dello scioglimento del Partito Comunista Italiano, nel congresso del 1991, ha sposato la terza mozione, fondando successivamente il Partito della Rifondazione Comunista, di cui nel 1993 è diventato segretario regionale dell’Emilia Romagna. Nel frangente della sfiducia del primo governo Prodi da parte del PRC, nel 1998, si è sganciato da Cossutta e ha aderito alla posizione di Fausto Bertinotti, che porterà alla fine dell’esecutivo guidato dal Professore.
Nel 2005, in vista dell’accordo per le elezioni dell’anno successivo che porterà alla creazione dell’Unione, ha abbandonato Bertinotti in nome dell’esigenza di un’azione critica del partito nel disegno del programma di coalizione: nel 2006 è stato eletto senatore, non così nel 2008.
Dopo un passaggio nella Rifondazione Comunista di Paolo Ferrero, la sfortunata candidatura con Ingroia del 2013: nel ’17, abbandonata definitivamente Rifondazione Comunista, è stato nominato responsabile organizzativo della segreteria nazionale di Sinistra Italiana.
Giovanni Di Pasquale

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