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Cagliari. Consorzi Vini. I produttori di vino della Sardegna scrivono al Presidente Solinas

Politica Regionale
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Vendite azzerate, giacenze in aumento, liquidità a picco, insoluti in crescita. La crisi colpisce duramente i vini IGT, DOC e DOCG della Sardegna. I produttori scrivono al Presidente Solinas: “Necessarie strategie per la tutela e il rilancio del settore. Intervenire anche su fondi e comunicazione”.

IL DOCUMENTO 

E’ una crisi devastante quella che sta affrontando anche il mondo
vitivinicolo della Sardegna. Alle vendite che registrano un calo anche
del 90%, con l’azzeramento degli ordini da hotel, ristoranti e
catering, e la pesante contrazione nella Grande Distribuzione
Organizzata, si uniscono anche i problemi legati alla carenza di
liquidità, all’incremento degli insoluti e all’aumento delle giacenze,
fattori che lasciano intravedere un prossimo crollo dei prezzi e
relativo danneggiamento dei settori Primario e della trasformazione.
Un settore, quello del vino sardo che, negli ultimi anni, ha sofferto
anche per gli eventi calamitosi che, negli ultimi anni, ne hanno
fortemente limitato produzioni, sviluppo e vendite.

Ed è per far conoscere questa grave situazione del comparto e lanciare
una richiesta d’aiuto che i Presidenti di tutti gli 8 Consorzi di
Tutela Vini IGT, DOC e DOCG della Sardegna, Alessandra Seghene per il
Consorzio di tutela Erga Omnes “Terre di Romangia” Romangia igt e
Moscato di Sorso Sennori Doc, Giovanni Porcu per il Consorzio di
tutela Erga Omnes Malvasia di Bosa doc, Daniela Pinna per il Consorzio
di tutela Erga Omnes Vermentino di Gallura Docg, Mario Moro per il
Consorzio di tutela Erga Omnes Alghero doc, Giovanni Pinna Consorzio
di tutela Vermentino di Sardegna doc, Emanuele Garau per il Consorzio
di tutela Cannonau di Sardegna doc, Francesca Argiolas per il
Consorzio di tutela Vini di Sardegna doc, Sandro Murgia per il
Consorzio di tutela Erga Omnes vini di Cagliari, in rappresentanza dei
produttori sardi con 14887 ettari coltivati, su un totale regionale di
27293, con 312mila ettolitri prodotti, l’80% del totale regionale di
526mila, con la produzione di eccellenze vinicole che per il 37%
vengono vendute ed esportate in ben 19 Paesi del Mondo (dati anno 2017
fonte LAORE) hanno scritto una lettera al Presidente della Regione,
Christian Solinas.

“Siamo molto preoccupati per il futuro delle nostre aziende e del
comparto in generale – scrivono i produttori – e per questo chiediamo
alla Regione di elaborare strategie che portino al superamento di
questa situazione di crisi, e di predisporre iniziative che rilancino
i settori vitivinicolo e agricolo, unitamente al resto dei comparti
produttivi”. “Ricordiamo anche come la viticoltura, come tutto il
settore agricolo, non possa essere fermata o “chiusa” – proseguono - e
di come necessiti della continua attività degli addetti, per le
attività colturali e per le lavorazioni, con conseguenti costi di
conduzione”.

Le imprese vitivinicole, per questo, nella missiva inoltrata al
Presidente Solinas chiedono “di concertare le azioni con gli
Assessorati Agricoltura e Turismo, anche per creare un piano di
comunicazione che sostenga la ripartenza del settore e lo rilanci in
Italia e all’estero, e un “Piano Marshall” che garantisca liquidità
alle aziende e le ponga in condizione di affrontare la ripresa”.

Poi le Cantine propongono tre “misure” fondamentali per la ripresa del
comparto he interesserebbero la parte “agricola”, “finanziaria” e
“promozionale”.

Tra le proposte degli imprenditori sulle “misure agricole”, ci sono il
congelamento delle risorse del PNS non impegnate nell'anno finanziario
2019-2020, l’aumento della quota di contributo dal 40 ad almeno il 60%
per incentivare le imprese ad investire, la velocizzazione e
sburocratizzazione delle pratiche in corso di esaminazione, la proroga
delle scadenze di 12 mesi e l'annullamento di tutte le sanzioni per
chi non ha concluso e rendicontato le pratiche entro i tempi previsti,
e una maggiore flessibilità sui mercati, con la possibilità di poter
modificare, utilizzare e trasferire le misure già finanziate per i
paesi extracomunitari, estendendole ai paesi della comunità europea.

Un punto importante per le Cantine è quello sulle eccedenze di vino
per l'annata 2019. “Chiediamo che la Regione Sardegna si attivi presso
il Ministero e la Comunità Europea per richiedere un aumento delle
riserve (quota di vino utilizzabile su altre annate, attualmente pari
al 15%, portandola fino al 30%) – scrivono i Produttori nella lettera
- questa misura, a costo zero, permetterebbe di incamerare una quota
di riserva utile in particolare a sopperire alle esigenze di mercato
di vini come il Vermentino, la cui produzione è stata fortemente
danneggiata dalle gelate”. Una richiesta arriva anche per sostenere il
comparto vitivinicolo a livello produttivo e di prezzo prodotto. “Ci
sarà uno shock per l’immissione sul mercato di milioni di bottiglie
invendute, in presenza di domanda scarsa – continuano - con
conseguente crollo dei prezzi. Bisogna pensare a contributi in favore
della riduzione facoltativa di prodotto immesso sul mercato,
finanziando politiche qualitative di diradamento in pianta o di
vendemmia verde. Non possiamo deprezzare, c’è di mezzo la vita delle
aziende”.

Sulla parte “finanziaria”, le aziende vitivinicole puntano ancora
sulla liquidità per far fronte a tutte le incombenze economiche. Su
questo argomento puntano su una veloce immissione dei fondi previsti
con l’ultimo Decreto, riducendo al minimo le commissioni richieste per
la garanzia di Stato ed evitare così di neutralizzare l’agevolazione
sul tasso di interesse. “Il finanziamento dovrebbe essere erogabile
per un importo pari al 25-30% del fatturato dell’anno precedente –
prosegue la missiva - con piena copertura da parte dello Stato e con
tempi di restituzione dilazionati, possibilmente in almeno 10 anni con
preammortamento e rimborso del capitale una volta tornati ad una
pseudo normalità”. Inoltre i produttori propongono una moratoria dei
pagamenti sui mutui e scadenze fiscali, con posticipazione delle
scadenze al 2021, lo sblocco OCM/PSR chiusi e non liquidati, la
velocizzazione dell’iter per importi già spesi che sono in attesa di
essere liquidati da Regione, AGEA e altri organismi. In più chiedono
di portare al 100% gli anticipi richiedibili con la polizza
fideiussoria. Il credito d’imposta per i crediti inesigibili, previsto
dal decreto Cura Italia, dovrebbe essere facilmente fruibile in
compensazione per contributi, imposte e tasse. Infatti, la
moltiplicazione degli insoluti per chiusura delle attività di
ristorazione, bar e rivendite, sarà inevitabile e arriverà a
percentuali importanti. Infine l’applicazione del credito di imposta
per perdita significativa del fatturato, modulandola in base al
mancato reddito calcolato sull'anno precedente.

Infine la parte dedicata alle “misure dedicate alla promozione”.

“Sarebbe opportuno creare un fondo dedicato espressamente alla
promozione – si legge ancora nella lettera - in quanto nel momento in
cui questa emergenza sarà terminata, si scatenerà una competizione
fortissima tra Paesi produttori a livello internazionale in cui
dovremmo assolutamente farci trovare preparati, mettendo in evidenza
tutte le nostre eccellenze”. “L'unione e la collaborazione tra i
diversi settori dell'agroalimentare, del turismo, dell'ambiente e
della cultura sarà indispensabile per un’azione vincente –
sottolineano i produttori - questo proposito sarebbe utile la
partecipazione attiva ad una campagna promozionale istituzionale
nazionale dedicata al made in Italy (altri paesi produttori come la
Spagna hanno già iniziato a preparare il consumatore al dopo epidemia
con appositi messaggi pubblicitari), una campagna istituzionale
specifica sulle eccellenze della nostra Regione e un finanziamento ai
consorzi di tutela perché possano svolgere al meglio il loro ruolo di
tutela e promozione, un finanziamento specifico per le aziende
affinché possano adottare tutti i sistemi per promuovere i loro
prodotti, ivi compresi tutti quelli offerti dal digital marketing,
finanziamenti per strutture dedicate all'enoturismo da realizzare
presso i vigneti, al fine di rilanciare il turismo interno e il
desiderio di stare all'aperto dei consumatori, rispettando i limiti
anche di spazio imposti dalle normative di sicurezza vigenti”.

Poi le richieste per la partecipazione alle Fiere di settore: “Sarebbe
auspicabile reindirizzare i fondi già stanziati per manifestazioni del
settore (es. Vinitaly) per campagne promozionali istituzionali, oppure
per partecipazione ad altre fiere internazionali già previste in
autunno”. In conclusione, ma non meno importante, i vitivinicoltori
dedicano un passaggio ai trasporti: “E’ necessario migliorare la
continuità territoriale preparandosi ad un piano eccezionale di
promozione ed incentivazione turistica attraverso il miglioramento dei
servizi e dei prezzi di trasporto, fornendo alle aziende un contributo
sulle spese di trasporto delle merci”.

FIRMATO

- La Presidente Alessandra Seghene del Consorzio di tutela Erga Omnes
“Terre di Romangia” Romangia igt e Moscato di Sorso Sennori Doc (cell.
+39 346 829 2457)

- Il Presidente Giovanni Porcu per il Conzorzio di tutela Erga Omnes
Malvasia di Bosa doc (cell. +39 333 959 9741)

- La Presidente Daniela Pinna per il Consorzio di tutela Erga Omnes
Vermentino di Gallura Docg (cell. +39 348 470 7476)

- Il Presidente Mario Moro per il Consorzio di tutela Erga Omnes
Alghero doc (cell. +39 349 062 1650)

- Il Presidente Giovanni Pinna per il Consorzio di tutela Vermentino
di Sardegna doc (cell. +39 348 964 0034)

- Il Presidente Emanuele Garau per il Consorzio di tutela Cannonau di
Sardegna doc (cell. +39 380 531 9064)

- La Presidente Francesca Argiolas per il Consorzio di tutela Vini di
Sardegna doc (cell. +39 347 393 1045)

- Il Presidente Sandro Murgia per il Consorzio di tutela Erga Omnes
vini di Cagliari (cell. +39 339 854 2667)

 

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