Di fronte alla lettera aperta, inviata dal Direttore del Parco Geominerario, Dott. Ciro Pignatelli, la prima cosa che sorprende è l’irritualità di una nota resa pubblica non dal Presidente e da coloro che hanno il compito di rappresentare politicamente l’Ente, ma da chi svolge un ruolo esclusivamente tecnico, e che si rivela, attraverso questo comunicato, il vero capo politico del Parco Geominerario.
Occorre sottolineare e ribadire con forza come gli sviluppi degli ultimi anni, con la gestione deficitaria da parte del management del Parco, la bocciatura da parte dell’UNESCO ed il paventato disimpegno nei confronti delle Associazioni, come Miniere Rosas di Narcao, dal CICC di Carbonia e dal Consorzio AUSI, rendano necessario una presa di posizione forte da parte mia, in qualità di Presidente della Comunità del Parco e da parte degli altri Sindaci, che hanno dovuto procedere in maniera autonoma all’apertura e alla valorizzazione dei siti ex minerari, con risultati lusinghieri e nella totale inerzia del Parco, che ha volutamente e colpevolmente abdicato al suo ruolo al fianco dei Comuni.
Malgrado l’assenza del Parco e del suo management, i cui risultati fallimentari parlano da soli, in questi anni la riconversione dei siti ex minerari a fini culturali e turistici, grazie all’impegno dei Comuni procede in maniera spedita, come nel caso di Porto Flavia e della Grotta Santa Barbara, diventati dei poli di interesse in grado di accogliere in sicurezza migliaia di turisti e di catturare l’attenzione dei media e dei tour operators, con numeri da record dei visitatori anche in un periodo di difficoltà come quello causato dall’emergenza sanitaria in corso.
La notizia del trasferimento della sede del Parco, presso la Miniera di Serbariu a Carbonia, per quanto temporanea come affermato dal Direttore Pignatelli, rappresenta nel metodo l’ennesimo esempio di decisione unilaterale e di contrapposizione, una “ritorsione” per le battaglie portate avanti in questi mesi dalla nostra Amministrazione Comunale sui siti ex minerari e sulla gestione del Parco Geominerario.
Di fronte ai risultati inequivocabilmente deficitari ottenuti dal Parco, dalla sua inerzia, dall’uscita dal circuito UNESCO, dalla mancata collaborazione con i Comuni nella riconversione dei siti minerari e dall’annunciato disimpegno nei confronti di associazioni benemerite come AUSI, CICC e Miniere Rosas, occorre prendere una posizione netta e dar voce al fatto che occorre un completo cambiamento di rotta.
Il silenzio invocato dal Direttore Pignatelli sarebbe solo un segno di disinteresse e di complicità verso l’operato di un management che è la causa principale dei gravissimi insuccessi ottenuti e della situazione in cui versa attualmente il Parco Geominerario.
Non rimarrò in silenzio di fronte al tracollo del Parco, fondato sul sangue, sul sudore di tantissimi minatori e sulle battaglie del Territorio, di fronte ai risultati fallimentari, e di fronte al paradosso rappresentato dal pagamento della produttività al Direttore nonostante la bocciatura da parte dell’UNESCO.
Per ritornare ai consigli letterari, visto quanto scritto nella lettera aperta inviata da Ciro Pignatelli vorrei anche io consigliare un libro al Direttore, “Come non farsi male da soli – Strategie, segreti e consigli per evitare di parlare a sproposito” di Gary Seigel, A.Vallardi Editore, un’opera nella quale potrebbe trovare notevoli spunti di riflessione e qualche consiglio su come evitare di ripetere gli errori degli ultimi anni.
Nonostante il tono intimidatorio della lettera, voglio ribadire il fatto che continueremo a vigilare in maniera ferma e decisa sulla gestione dei Parco e sui suoi atti amministrativi, comprese le ultime assunzioni interinali.
Il Sindaco di Iglesias
Presidente della
Comunità del Parco Geominerario
Mauro Usai