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Monserrato. Il 26 settembre giornata internazionale ONU per l’abolizione delle armi nucleari

Politica Regionale
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Il 26 settembre sarà la ricorrenza della giornata internazionale ONU per l’abolizione delle armi nucleari e all'iniziativa ad essa dedicata nella Città metropolitana di Cagliari e che si svolgerà il 23 settembre 2020 alle ore 19 presso l'Associazione Pauly onlus in via del Redentore 216 a Monserrato

Ci sarebbero 6 casi documentati in cui il mondo ha rischiato una guerra atomica, a causa di errori tecnici o di erronee interpretazioni di dati, negli ultimi settant’anni: nel 1983, per esempio, il colonnello sovietico Stanislav Petrov si distinse per aver sventato una risposta missilistica contro gli stati uniti, proprio in seguito ad un errore tecnologico causato da alcuni dispositivi. In ricordo di questo evento, il 26 settembre sarà la giornata internazionale ONU per l’abolizione delle armi nucleari.
Sono tristemente note, a tal proposito, le sciagure di Hiroshima e Nagasaki, e così, per non dimenticare, gli Hibakusha, gli ultimi sopravvissuti della bomba nucleare e i loro diretti discendenti, imbarcati a bordo della Peace Boat, la nave che ogni anno fa tappa nelle città portuali di tutto il mondo, sono già stati accolti a Cagliari nel 2017 e nel 2018 e hanno portato le loro testimonianze terribili, nella speranza che le testate nucleari verranno proibite e distrutte prima della morte dell’ultimo sopravvissuto.
Per questo, centinaia di organizzazioni della società civile, radunatesi sotto la sigla ICAN sono riuscite, nel luglio del 2017, a far adottare dall’ ONU il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW o TPAN), che è già stato votato in larga maggioranza in sede ONU e firmato da quasi 90 Stati, (ma che finora è stato ratificato solo dai parlamenti di 44 Stati, tutti privi di armamenti nucleari), e che entrerà in vigore definitivamente appena sarà ratificato da 50 Stati.
L'Italia, nel 1975 ratifico' il Trattato di Non Proliferazione delle Armi Nucleari (TNP) che prevedeva il divieto, per ciascuno degli Stati non nucleari, di ospitare testate atomiche per conto di altri Stati o Alleanze, ma ad oggi non ancora ha firmato il trattato, in quanto paese aderente alla NATO e militarmente satellite degli Stati Uniti, ospitando per questo sul proprio territorio, nelle basi di Aviano e Ghedi, almeno una quarantina di testate nucleari.
Rete Italiana Disarmo e SENZATOMICA hanno lanciato dunque la campagna ITALIA RIPENSACI, chiedendi ai parlamentari e agli Enti locali di dare il loro contributo, con delibere ufficiali di ripudio delle armi nucleari, come ha fatto il Comune di Cagliari nel giugno 2018, in corrispondenza con l’arrivo degli Hibakusha.
Se si ottenesse la ratifica da 50 Stati, il Trattato potrebbe essere ancora ostacolato dagli Stati dotati di bombe nucleari, come USA, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia, Israele, Corea del Nord, India, Pakistan e dai loro alleati strategici, fra cui proprio l’Italia, ma si potrebbe comunque innescare un’infrazione alle regole delle Nazioni Unite e, a quel punto la mobilitazione della società potrebbe fare la differenza.
Occorre sensibilizzare tutti, perché tutte le armi provocano morte e distruzione e in Sardegna ci si trova direttamente coinvolti, con i poligoni e le basi militari e con la fabbrica di bombe RWM nell’Iglesiente: per questo ci si dovrebbe pronunciare contro tutte le stragi, le violenze e i soprusi di millenni di guerre e sarebbe doveroso adottare una strategia di approccio nonviolento ai conflitti.
Per non dimenticare l’orrore di Hiroshima e Nagasaki, per appoggiare il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPAN), per convincere l’Italia ad aderire al trattato, il Movimento Nonviolento Sardegna con
Associazione Pauli-ONLUS
(Aderiscono: ANPI Cagliari, Confederazione Sindacale Sarda, Atsoziu Consumadoris Sardigna, ARCI Sardegna, Tavola Sarda della Pace), invitano i cittadini MERCOLEDI’ 23 SETTEMBRE, a MONSERRATO, presso l’associazione Pauly ONLUS (via del Redentore 216) ore 19,00, dove ci sarà la proiezione del documentario “L’inizio della fine delle armi nucleari”; seguirà un dibattito.

Agostina Basciu

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