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Ignazio Locci (fi). Presenza in Sardegna del punteruolo rosso e l'inerzia della Regione.

Politica Regionale
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La Regione si impegni per combattere la piaga del punteruolo rosso (coleottero artefice della moria delle palme in Sardegna), e ponga un argine all’infestazione che ormai sta raggiungendo livelli ben oltre lo stato di allerta. Come? Stanziando fondi a favore dei Comuni, lasciati soli a combattere contro quella che può ben essere definita una vera e propria epidemia.
Nonostante sia ormai appurata la massiccia presenza nell’Isola del parassita (nel Basso Sulcis è quasi impossibile contare i danni, tanto è alta l’incidenza) l’Assessorato regionale all’Ambiente, nella scorsa Finanziaria, non ha previsto alcun tipo di finanziamento a favore dei Comuni. In sede di discussione del documento contabile avevamo cercato, con apposito emendamento, di proporre lo stanziamento di almeno un milione di euro, ma la nostra iniziativa era stata bocciata contro ogni logica. La Giunta aveva preferito prevedere dotazioni per le Aziende florovivaistiche volte a indennizzare gli eventuali danni. Decisione dovuta, ci mancherebbe. Ma molto più saggio sarebbe stato agevolare il lavoro dei Comuni ponendoli nelle condizioni di operare per la prevenzione e la cura delle piante colpite dal punteruolo.
Tuttavia c’è sempre tempo: l’Assessorato si adoperi, dunque, per prevedere una linea di intervento che agevoli la salvaguardia e la cura delle palme senza abbandonare le amministrazioni comunali a combattere con le armi spuntate

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