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Energia. Cesare Moriconi (PD). No al Progetto di Terna s.p.a di smantellare centro controllo Cagliari

Politica Regionale
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Sono trascorsi più di tre mesi da quando, lo scorso 9 luglio 2015, la V Commissione del Consiglio Regionale, a conclusione della discussione dell’interpellanza primo firmatario Cesare Moriconi e dell’audizione delle parti (Dirigenza Terna e Organizzazioni Sindacali), ha adottato all’unanimità una risoluzione per impegnare il Presidente della Regione e la Giunta regionale ad attivarsi con ogni iniziativa utile e possibile presso il governo centrale e l’azienda Terna s.p.a. al fine di scongiurare la realizzazione di un progetto che prevede lo smantellamento del Centro di Controllo e Monitoraggio di Cagliari per trasferirlo a Torino, con ricadute gravi sul profilo degli standard di sicurezza e qualità della rete elettrica sarda.
La stessa risoluzione richiedeva un ulteriore impegno affinché sia mantenuto nell’Isola il patrimonio umano e professionale di altissima qualità acquisito dai lavorati del centro di controllo di Cagliari, e per la messa in opera da parte di Terna s.p.a. di tutti gli interventi strutturali necessari per il mantenimento della piena efficienza della rete elettrica sarda e per sviluppare una rete ad alta e altissima tensione delle smart grids indispensabili per una efficiente gestione dei flussi di energie derivanti dalle fonti rinnovabili.
Da allora si attende che il Ministero competente convochi un incontro fra le parti (Terna, governo centrale e governo regionale) al fine di scongiurare questo ennesimo danno nei confronti dell’isola che già paga un prezzo altissimo in termini di mancata continuità territoriale, energia, infrastrutture, servizi, attività d’impresa e industriali.
"Preoccupa il fatto che, nel frattempo, Terna prosegua secondo le previsioni del proprio piano di ristrutturazione aziendale, ignara della particolare situazione isolana e degli incontri avvenuti in Commissione a Cagliari e tra l’Assessore dell’Industria e vertici di Terna a Roma - afferma Cesare Moriconi - Per questo, se dal Ministero non dovessero giungere in tempi rapidi segnali chiari, onde evitare che ciò sia preludio silenzioso alla chiusura di un altro servizio essenziale per la Sardegna, verrà valutata l’intrapresa di ulteriori e più importanti iniziative politiche

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