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Riforma sanitaria. La proposta di Roberto Capelli del centro Democratico

Politica Regionale
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Prima di illustrare, in estrema sintesi, la proposta del Centro Democratico Sardegna sul tema della riforma del Sistema Sanitario Regionale, vorrei sottolineare che la stessa è già stata elemento di condivisione in sede di stesura del programma di coalizione del Presidente Pigliaru. E’ assolutamente positivo che il tema torni ad essere largamente condiviso. L'occasione è utile anche per chiarire che le nostre critiche alle proposte dell'Assessore alla sanità sono dettate dalle diversa visione che emerge dalla lettura del nostro progetto, ritenendo quelle dell'esponente della giunta insufficienti alle richieste di efficacia, efficienza ed equità di spesa, nonche' alla necessità di valorizzare adeguatamente le risorse umane che costituiscono l'asse portante dell' offerta di salute in Sardegna e non trascurando , anzi ponendo la massima attenzione, alle peculiarità geografiche e strutturali del territorio isolano. Risulta del tutto evidente che non condividiamo il voler anticipare la riforma del Sistema sanitario con la proposta di razionalizzazione ospedaliera, ritenendo la prima propedeutica alla seconda o, quanto meno, contestuale. Da un attento esame delle nostre proposte si capisce immediatamente che i risparmi attesi dal taglio delle spese inutili, clientelari e inaproppiate sono ben altra cosa rispetto ai 135 milioni di euro in tre anni!!!! annunciati, (parallelamente al rilievo di 400 milioni di buco sul solo anno 2014), dal progetto di razionalizzazione ospedaliera. Contestualmente non vanno comunque negati alcuni aspetti innovativi, utili e interessanti contenuti nella stessa proposta.

Il nostro progetto prevede la costituzione di una unica Azienda Sanitaria Regionale (ASR) organizzata in Aree Sanitarie Omogenee (ASO) a loro volta divise in Aree Gestionali Territoriali (AGT: ex distretti)

I concetti base:

a) Esperienza in altre regioni (Toscana, Marche, Lombardia, Emilia Romagna) con ASL che prevedono bacini di utenza di oltre un milione di persone. Risultano evidenti i vantaggi derivati dall'economie di scala che si generano oltre al coordinamento e standardizzazione dell'offerta sanitaria in termini di qualità e quantita'. Centrale unica di committenza, centralizzazione della gestione amministrativa del personale, unico sistema informatico, (con relativa cancellazione dei Sisar e azione legale per il recupero degli oltre 30 milioni spesi per un sistema che, come da anni denunciamo, non funziona), razionalizzazione della gestione e movimentazione farmaceutica, dei presidi e ausili sanitari, dei materiali di consumo e dei mezzi di trasporto e assistenza sono solo alcuni dei settori che sarebbero immediatamente efficentati portando concreti, immediati e significativi risparmi.

b) Chiara separazione fra la committenza, cioè chi sviluppa la programmazione della sanità (ASR) e chi la organizza, gestisce e produce servizi (ASO). La pianificazione e programmazione se realizzata centralmente, è più efficace, mentre l'erogazione dei servizi, se realizzata capillarmente con gestione territoriale e locale risulta più efficiente e qualitativamente superiore. I LEA risultano uniformi su tutto il territorio con costi standard regionali uguali ovunque.

Inoltre con l'istituzione dell'ASR si ottiene una chiara divisione e individuazione delle responsabilità:

- Regione: pianifica la politica sanitaria e pone i macro­obiettivi (in collaborazione con EE.LL)

- ASR: programma il raggiungimento degli obiettivi, produce indirizzi di commitenza e realizza le economie di gestione derivate dalla gestione delle attività e servizi comuni. Assegna le risorse e gli obiettivi alle ASO. La ASR possiede una direzione Aziendale (DG, DS, DA). Il DG è nominato dalla Giunta Regionale ed, a sua volta, nomina il DS ed il DA. Nomina, inoltre, la dirigenza delle ASO, previo parere favorevole degli EE.LL di riferimento. ( leggi di riferimento 502/92 e L.r. 10 e 23).

ASO: hanno compiti di gestione e controllo. Possiedono autonomia gestionale economica e sono governate da un DG (nominato dal DG dell'ASR previo parere degli EE.LL), un DS ed un DA. Ritengo che il loro numero ideale, in Sardegna, potrebbe essere di 4(riconducibili alle aree delle ex provincie storiche) più 2 che riguarderebbero le nostre isole minori. L’eventuale istituzione di un numero maggiore di ASO, sino anche alle otto ASL attuali ( sempre più le due riguardanti le nostre isole minori), non incide in maniera significativa ne sul sistema, né sui costi. In realtà, considerata la loro funzione di sola gestione (su indicazione dell'ASR) e controllo non hanno costi di funzionamento elevati. Mediante la loro articolazione in AGT ribaltano sul territorio gli obiettivi e la commitenza della ASR. Gestiscono, inoltre, i presidi ospedalieri ed i percorsi diagnostici e terapeutici in sintonia con le Aziende Ospedaliere e le AOU, il servizio veterinario e quello di salute mentale.

AGT: gestione e controllo sul territorio (in collaborazione con gli EE.LL). Le AGT possiedono una direzione (nominata dal DG dell'AUT, sentiti i sindaci). Hanno funzione di gestione e controllo capillare sul territorio, medicina di base e convenzionata.

Come già sottolineato la riforma del sistema deve essere, a nostro avviso, propedeutica o contestuale alla razionalizzazione ospedaliera. Va sottolineato che non è mai sopraggiunto, ribadisco mai, il risparmio atteso dagli interventi tesi al solo taglio dei posti letto. I costi rilevanti della sanitàsono nascosti nei meandri della gestione, nella individuazione e assegnazione delle innumerevoli strutture complesse, nel mancato controllo e nell'inappropiatezza imperante, oltre che nella incontrollata spesa farmaceutica. La riorganizzazione del SSR in unica ASR è compatibile con la presenza di due Aziende Ospedaliero Universitarie,una a Cagliari ed una a Sassari, (in quest'ultima si è concretizzata di recente l’unificazione del presidio ospedaliero SS. Annunziata con le Cliniche Universitarie di S.Pietro), e di due Aziende Ospedaliere, una a Cagliari (“Brotzu”) e l'altra a Nuoro ( San Francesco/Zonchello).

L'AREUS prevista nella legge 23/2014 potrebbe essere logicamente inglobata all'interno dell'ASR , ma sono comprensibili alcune valutazioni d'ordine politico e organizzativo .

Vista l'importanza che riveste in Sardegna insistiamo sull'opportunità di costituire un unico e autonomo centro gestionale e organizzativo della sanita' veterinaria e ambientale.

In sintesi, 5 livelli di governance:

1) Assessorato alla Sanità: indirizzo politico­sociale e macro­obiettivi

2) ASR (Azienda Sanitaria Regionale): compiti di programmazione sanitaria ed organizzazione sanitaria ed economica (di scala)

3) ASO (Area Sanitaria Omogenea): attività di gestione e controllo dei programmi sanitari territoriali

4) AGT (Area Gestionale Territoriale): gestione capillare della sanità pubblica e privata territoriale

5) AO (Aziende Ospedaliere) e AOU (Aziende Ospedaliere Universitarie).

Questa organizzazione è, a nostro avviso, innovativa e vincente, e da questa bisogna partire per una corretta ed equa razionalizzazione ospedaliera che deve rispondere alla richiesta di prestazioni che proviene dai territori. Per semplificare direi che il territorio recettore delle istanze di prestazioni sanitarie di varia complessità “acquista” le prestazioni ospedaliere, né più e né meno di come avviene nel rapporto tra sanità pubblica e privata.

In ultimo, non in ordine di importanza, va precisato che la nostra idea di sanità è rivolta al rilancio, consolidamento e potenziamento della sanità pubblica, considerando quella privata come indispensabile e fisiologico completamento di servizio da offrire al cittadino, nonché stimolo per una sempre più efficiente risposta sanitaria pubblica. In conclusione, non sosterremo in nessun modo, e luogo, chi in maniera più o meno palese, o più o meno coscientemente, volesse proporre percorsi tesi a indebolire il sistema sanitario pubblico per favorirne la privatizzazione.

Centro Democratico Sardegna

Roberto Capelli

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