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Bosa. Solidarietà per il gravissimo attentato subito al sindaco. "Opera di criminali per interessi privati.

Politica Regionale
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"L'incendio doloso delle auto del sindaco di Bosa Luigi Mastino e di sua moglie costituisce l'ennesimo tentativo di intimidazione di un amministratore locale in Sardegna da parte di criminali che evidentemente vorrebbero che i Comuni fossero gestiti nel loro interesse privato anziché nell'interesse generale di tutti i cittadini". Lo dichiara in una nota Roberto Capelli, deputato del Centro Democratico. "Tutto il Centro Democratico sardo si stringe intorno al sindaco di Bosa e alla moglie e si augura che i delinquenti che hanno realizzato questo attentato nella notte siano assicurati alla giustizia al più presto e vengano duramente condannati: già è inaccettabile che si cerchi di fermare chi lavora con la violenza; ma lo è ancora di più se la violenza viene esercitata contro chi lavora nell'interesse di una comunità intera", conclude Capelli. Insieme al deputato sardo si sono agginte anche altre tante voci tra cui  il presidente Francesco Pigliaru e la Giunta regionale che condannano con fermezza il gesto intimidatorio compiuto nei confronti del sindaco di Bosa, Luigi Mastino, e di sua moglie. «L’esercizio di forme di violenza contro chi amministra in nome del bene pubblico è ancor più odioso e inaccettabile in un momento quanto mai delicato quale l’attuale – ha detto Francesco Pigliaru da Bruxelles dove presiede la Commissione Enve del Comitato delle Regioni-. In simili frangenti di difficoltà continuiamo fermamente a credere che la forza della democrazia risieda nella coesione sociale, nella solidarietà, nella partecipazione intorno alle istituzioni pubbliche».  Anche Giuseppe Casti, sindaco di Carbonia e presidente del Cal, il Consiglio delle autonomie locali, ha espresso una dura condanna per l’attentato ai danni del sindaco di Bosa al quale ha manifestato la solidarietà personale e del Consiglio delle autonomie locali della Sardegna. «Gesti violenti come quelli che hanno colpito il sindaco di Bosa – ha detto Casti – non possono essere in alcun modo tollerati».

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