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Capelli (CD). Perchè a Cagliari e non a Olbia i controlli delle carni importate

Politica Regionale
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“Il porto sardo su cui arriva il maggior numero di merci, come certificato dall’Istat, dai prodotti agricoli della caccia e della pesca, ai prodotti alimentari, ed il maggior numero di animali vivi destinati all’allevamento e alla macellazione, è quello di Olbia. Viene da chiedersi però perché il ministero della Salute, colmando una grave lacuna che vedeva l’Isola priva di un Posto di Ispezione Frontaliera per il controllo delle carni provenienti fuori dall’Unione Europea, abbia scelto di collocarlo a Cagliari e non a Olbia”. A sollevare la questione di fronte al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, con un’interpellanza urgente, sono i vertici del gruppo parlamentare “Per l’Italia – Centro Democratico” alla Camera, il vice capogruppo Roberto Capelli ed il capogruppo Lorenzo Dellai.

“Quello che chiediamo al ministro – dichiara Roberto Capelli - è di spiegare i criteri, oltre al parere dell'assessore regionale competente che pure andrebbe spiegato, che hanno portato alla scelta di Cagliari, considerato che una volta “sdoganate” da un qualsiasi Posto di ispezione frontaliera, le merci possono circolare ovunque in territorio comunitario. E dunque è chiaro che avrebbe senso che i controlli fossero concentrati nel porto con i maggiori flussi commerciali d’interesse veterinario”.

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