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Cisl. La crisi non si risolve a colpi di addizionale IRPEF

Politica Regionale
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Grande preoccupazione del Comitato esecutivo della Cisl Sarda riunito a Santa Cristina di Paulilatino il 10/12/15, per come le forze politiche, nell'azione di Governo e nel dibattito in corso, affrontano la grave situazione sociale ed economica della Sardegna.

Per tale ragione la Cisl sarda ribadisce alla Giunta regionale, in questi giorni impegnata nella stesura della Finanziaria 2016, che l’obiettivo del pareggio di bilancio dovrà essere sostenuto da una necessaria ricerca di equità sociale che al momento si fa fatica ad intravvedere nelle misure annunciate alle OO.SS.. La Cisl sarda ribadisce la propria contrarietà e rigetta l'ipotesi di rivisitazione dell'addizionale Irpef a carico della comunità regionale. Senza un immediato cambio di rotta nella politica economica, sociale e fiscale da parte della Regione, La Cisl è pronta alle forme più decise di mobilitazione, sollecitate in modo sempre più forte dalle categorie e dai territori.

La Sardegna è ancora in difficoltà per un deficit di produzione e di esportazioni, con conseguenze negative sull'occupazione non compensate da un impianto di tutele utile a stemperare l'attuale situazione. La disoccupazione, nonostante qualche minisegnale di ripresa spinto dal lavoro stagionale, sta determinando una vera emergenza sociale, che richiede urgenti politiche di rilancio in tutti i settori produttivi e anche concrete misure a tutela dell’occupazione e degli effetti della crisi.

L’annunciato dalla Giunta pesante intervento diretto sul reddito dei cittadini non è non compatibile con l'attuale situazione economica e sociale della Sardegna. La CISL sarda, a tale proposito, invita la Regione a individuare formule alternative, intervenendo sulla pubblica spesa non caratterizzata da connotati di produttività nè da verificate e reali finalità sociali: cioè spese improduttive e sprechi, eliminando esternalizzazioni e consulenze che nell’Isola hanno accresciuto esponenzialmente la spesa, spesso senza comprovata corrispondenza di miglioramenti dei servizi ai cittadini e alle imprese.

Il riordino della spesa regionale richiama anche ad un diverso modello organizzativo per la Sardegna, solamente realizzabile all’interno di un piu` ampio quadro d’innovazione istituzionale rispetto a quello oggetto delle attuali e possibili riforme. Tale modello istituzionale dovrà interessare l’intera architettura dell’Isola, avendo maggior riguardo a un processo decisionale dal basso che non escluda la riorganizzazione funzionale dall’Ente Regione, utile a far cedere poteri e funzioni al sistema delle Autonomie Locali e a vantaggio dei territori. Questa azione di riorganizzazione deve assicurare, all'interno del quadro legislativo, le adeguate garanzie a favore dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolti nei processi di cambiamento, che registra situazioni di sofferenza fra gli operatori delle Province (di ruolo e precari), e dei lavoratori delle società in house. Per costoro la CISL chiede uno specifico impegno, anche di carattere normativo, da parte del Consiglio regionale La segreteria regionale Cisl Sardegna

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