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Portoscuso. Dopo la trasferta romana la mobilitazione degli operai Eurallumina prosegue in Sardegna

Politica Regionale
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I cinque lavoratori dell'Eurallumina, dopo sette giorni di presidio a Roma in piazza Montecitorio e dopo una serie di incontri col governo, sono rientrati in Sardegna. Ad attenderli all'aeroporto di Elmas, i colleghi dello stabilimento di Portovesme, che a supporto della mobilitazione nella capitale hanno messo in campo una serie di iniziative con presidi nelle sedi istituzioni regionali e locali, con l'obiettivo di rendere operativo il piano di rilancio e degli investimenti dell'impianto del Sulcis.

Al grido "Lavoro, sviluppo occupazione" e "Un operaio, una famiglia", gli operai hanno riabbracciato i propri compagni in aeroporto, prima di arrivare a Cagliari per un corteo e l'assemblea generale davanti all'assessorato regionale dell'Ambiente. Occhi lucidi, abbracci e strette di mano hanno caratterizzato il breve incontro. Poi tutti sulle auto per raggiungere il centro del capoluogo.

I lavoratori, con trombette da stadio e caschetti battuti a terra, hanno rinnovato la sollecitazione sulla necessaria ripresa produttiva dello stabilimento di Portovesme che produce allumina (la materia prima per la lega di alluminio). Gli slogan sono stati scanditi anche nel breve tragitto tra il piazzale di viale Trento e via Roma: qui il sit-in per decidere le prossime iniziative di mobilitazione che proseguiranno sino a giugno. Nel prossimo mese di giugno è prevista infatti la conferenza di servizi definitiva che dovrà dire se la fabbrica potrà ripartire. 

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