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Cagliari. Cisl: Partenza con handicap iniziale per il Piano di Sviluppo Rurale sardo.

Politica Regionale
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Un miliardo e trecento milioni di euro (1.308.000.000 €) del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020 a disposizione della Sardegna sono ancora tutti da utilizzare.

Un miliardo e trecento milioni di euro (1.308.000.000 €) del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020 a disposizione della Sardegna sono ancora tutti da utilizzare. Bisogna fare presto, perché le risorse europee, che vanno rendicontate secondo rigide procedure e cronoprogrammi, sono le uniche disponibili per incentivare e rinforzare le imprese del primario e dell’agroalimentare in Sardegna, per creare sviluppo e occupazione .

Tutto è rimasto fermo a causa di un semplice problema informatico, che la regione ha finalmente deciso di sbloccare con la creazione – come hanno fatto tempestivamente le altre regioni - di un autonomo organismo pagatore, senza dipendere dai tempi di quello nazionale. I ritardi di questo organismo hanno determinato una catena di disfunzioni: i bandi pronti sulle sottomisure 4.1, 4.2, e 6.1 rimasti fermi nei cassetti di Argea; bloccate le imprese del primario, dell’agroalimentare e dei giovani imprenditori interessati al PSR, Argea ( l’Agenzia regionale per la gestione e l’erogazione degli aiuti in agricoltura) senza pratiche da istruire.

Per ridurre i danni ai minimi termini e per non rimanere invischiati nelle pastoie burocratiche- affera il Segretario generale Cisl Sardegna Oriana Putzolu - la Giunta faccia almeno partire i bandi, per consentire agli imprenditori agricoli di conoscere le “regole del gioco”, presentare le domande e cominciare a intravedere il destino dei loro progetti, e ad Argea di “lavorare” le pratiche"

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