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Cagliari. Locci (fi): situazione di emergenza ambientale per il fermo di alcuni depuratori del Sulcis che a distanza di anni non si è ancora provveduto a risolvere

Politica Regionale
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Ormai è guerra aperta tra il consigliere regionale di Forza Italia di Sant'Antioco e l'Assessore Regionale ai lavori pubblici Paolo Maninchedda. Dopo l'interpretazione corretta od errata, secondo i punti di vista, sul rifinanziamento dei Porti e sulla circonvallazione da realizzare a Sant'Antioco, adesso il consigliere di opposizione azzurro in Regione si sofferma sul perdurare di una situazione di emergenza ambientale causata dal fermo di alcuni depuratori del Sulcis e l'inadempienza di Abbanoa, che a distanza di anni non ha ancora provveduto a risolvere il problema. "L’uomo dell’indipendentismo del fare, l’Assessore regionale dei Lavori Pubblici Paolo Maninchedda, ci dimostri qual è realmente il livello di concretezza della sua azione politica, risolvendo l’annoso problema di funzionamento dei depuratori dei centri urbani di Giba, Barbusi, Perdaxius (San Leonardo), Nuraxi Figus e Rio Murtas, alcuni dei quali, dal 2012, si trovano in uno stato di bypass, ovvero scaricano senza depurare. In una parola: inquinano- denuncia Ignazio Locci- Insieme all’Amministratore unico di Abbanoa, Alessandro Ramazzotti, metta mano al problema e ponga fine a questa squallida situazione, indegna di un paese civile. È inaccettabile- continua Locci- che a distanza di quattro anni, Abbanoa non abbia ancora provveduto a risolvere il problema di funzionamento delle strutture, permettendo che il Sulcis-Iglesiente precipitasse in uno stato da Terzo mondo, dove i reflui vengano scaricati tranquillamente nei rii o altrove producendo livelli di inquinamento indicibili. Uno scenario drammatico, che recentemente ha visto la provincia del Sud Sardegna negare ad Abbanoa l’autorizzazione di scarico provvisorio dei depuratori a servizio dei centri di Giba, Barbusi, Perdaxius, Nuraxi Figus e Rio Murtas per evidenti ragioni, e Abbanoa chiedere l’annullamento in autotutela di detti provvedimenti per liberarsi di ogni responsabilità. Non possiamo lasciare soli i sindaci delle comunità coinvolte, che loro malgrado rischiano di essere chiamati in causa in prima persona di fronte a responsabilità di tipo ambientale- conclude il consigliere regionale- E come se non bastasse, oltre al danno c’è anche la beffa, dato che i cittadini pagano salatissime fatture Abbanoa che comprendono anche la quota di depurazione, sebbene tali operazioni non vengano compiute. Intanto Pantalone paga, mentre Maninchedda e Ramazzotti descrivono un’azienda in salute, in ascesa, con fatturazioni eque e servizi puntuali e affidabili. Lo vada a dire ai sindaci e ai cittadini delle comunità di cui sopra, che mettono a rischio la propria salute a causa delle inadempienze del gestore unico delle risorse idriche. Mi auguro che trovi anche il tempo per porre fine a questa vera e concreta situazione di emergenza ambientale e sociale".

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