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Roma. Dopo il silenzio di Glencore. Il governo chiede ad Alcoa la sospensione della procedura smantellamento

Politica Regionale
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Il Governo ha chiesto ad Alcoa di sospendere la procedura di smantellamento degli impianti, annunciata tre settimane fa, e di attendere altri 12, 18 mesi prima di procedere. Nel contempo si impegna di cercare un compratore. Se non lo si troverà, «l’esecutivo si occuperà di smantellare lo stabilimento, mentre Alcoa sarà responsabile delle bonifiche». E’ quanto ha affermato in una nota il segretario generale Fim-Cisl, Marco Bentivogli, al termine dell’incontro che si svolto questa mattina al ministero dello Sviluppo economico. Per garantire gli ex lavoratori il ministro Carlo Calenda firmerà questa sera l’inserimento del polo industriale di Portovesme nell’area di crisi complessa. Il che consentirà per ulteriori 12 mesi di ammortizzatori sociali per i lavoratori del Sulcis, oltre l’attuale scadenza prevista per la fine del 2016. Marco Bentivogli nella nota precisa che non si tratta di «nazionalizzazione, il Governo si farà garante come una sorta di “filtro pubblico” per trovare una via d’uscita. Le misure per gli energivori, di cui potrà beneficiare il restart di Portovesme, sarà poi anche inserito nella legge di Stabilità». A margine della riunione con il ministro Carlo Calenda, il capogruppo del Partito Democratico, Pietro Cocco, ha espresso un giudizio positivo sul risultato dell’incontro: «per l’importante impegno del Governo nazionale e il buon lavoro svolto dal presidente della Regione Francesco Pigliaru, giudicando la proposta del Governo inedita e straordinaria quella avanzata ad Alcoa di “rilevare” lo stabilimento con un piano di lavoro per un periodo massimo di 18 mesi mediante Invitalia, impegnadosi per trovare un acquirente, con l’auspicio – conclude Pietro Cocco- che Alcoa si renda disponibile ad accettare”. Sul problema è intervenuto anche il deputato sulcitano del Pd Emanuele Cani. “Quanto emerso oggi nel corso dell’incontro sulla vertenza Alcoa –ha detto Emanuele Cani –certifica l’impegno del governo a questa importante situazione. La partecipazione di Invitalia che farà da filtro non può che certificare un impegno diretto del Governo nella politica industriale nazionale. Impegno già assunto con l’approvazione della risoluzione per il rilancio dell’alluminio in Italia. Il nostro impegno di vigilanza– conclude Emanuele Cani –continuerà in maniera costante affinché la vertenza possa arrivare ad una rapida conclusione”. Adesso si attende la decisioen degli ex lavoratori in trasferta ancora una volta a Roma.

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