Basta con il No a tutto e con la politica del “Non si può fare”. Così non si va da nessuna parte e certo non possiamo aspettarci che la crescita e lo sviluppo si materializzino magicamente senza impulso. La Finanziaria 2017 dimostra ancora una volta che la Giunta regionale non ha alcuna idea di sviluppo: le manca il coraggio di guardare avanti e di liberarsi dalle briglie del partito dell’ostruzionismo. E' quanto pensa Vicepresidente Consiglio regionale Ignazio Locci. "Bisogna partire dal presupposto che i numeri ci dicono chiaramente che dall’avvio della crisi economica (2007-08) siamo ancora in decrescita. A parte qualche timido segnale visto solo dagli amanti dei numeri - che naturalmente non si manifesta nell’economia reale - siamo indietro su tutti i fronti. Il centrosinistra non ne prende atto e, al contrario, decanta misure che, forse, un giorno produrranno qualche risultato. Io resto invece convinto che alla base ci siano politiche sbagliate, senza coraggio, ancorate alla visione arcaica che non ci consente di fare il salto, guardando al futuro -afferma Ignazio Locci- Manca la forza di fare quello che tradizionalmente non si fa perché ci hanno sempre detto che non si può fare e, di conseguenza, l’audacia di fare bene quello che non si fa. Siamo indietro, perché non sappiamo rispondere alle domande: come ci poniamo di fronte alla strategia di crescita? Come valutiamo le politiche industriali regionali rispetto a quelle nazionali? Possiamo parlare e investire su energie alternative alle tradizionali, anziché cedere al partito del No a tutto, che tiene le mani ancorate sul freno a mano tirato incurante della fase di stagnazione economica da cui non riusciamo a uscire? Solo investendo in nuove strategie potremo dare le risposte che attendono i poli industriali di Portovesme, Ottana, Macchiareddu, Porto Torres e Sarroch (Saras). Senza uno sguardo al domani, inteso come nuova frontiera, non supereremo mai la condizione di insularità e non daremo mai un impulso alla crescita". Se l’industria è un settore che sta pian piano morendo per l’assenza di nerbo, non se la passa certamente bene l’edilizia, messa all’angolo, secondo Locci, dal solito partito del No che, convinto di difendere l’ambiente ponendo un freno a tutto, sta affossando l’economia. "Non possiamo andare avanti così, cedendo alla veste ipocrita dell’ambientalismo integralista: occorrono coraggio e misure che, nel pieno rispetto dell’ambiente e del paesaggio, ridiano impulso al comparto edile- conclude il vicepresidente della Giunta Regionale - E in quest’ottica, bisogna saper declinare i temi della semplificazione amministrativa e della rigenerazione urbana. Investire in questi settori significa ridare una speranza alla Sardegna. Ma occorre essere razionali e capire che dietro il partito del No c’è un’ipocrisia che nuoce ai sardi e alla Sardegna".
Cagliari. Assenza di strategia per crescita e sviluppo nelle politiche regionali, figlie del "non si può fare" e del No a tutto.
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