Visti con l’occhio degli anziani i territori dove la vita è sicuramente più difficile sono Medio Campidano, Carbonia-Iglesias e Oristanese. Troppi fattori - economici, demografici, lavorativi – influiscono sulla qualità della vita della gente di queste zone. E’, questa, in sintesi, la situazione risultante dal III report statistico realizzato dall’Ufficio studi della Cisl Sardegna e dalla Federazione regionali pensionati Cisl, presentato questa mattina a Olbia durante la seconda e conclusiva giornata dei lavori del X congresso regionale della FNP.
Tasso di Crescita
In una regione che al 31 dicembre 2015 registrava 1.658.138 residenti, solo Olbia-Tempio ha un tasso di crescita positivo (2,6%) anche se grazie al contributo migratorio. I territori molto messi male demograficamente sono Nuoro (tasso di crescita meno 8,5%), Medio Campidano (-8,2%), Oristano (- 6,4%) e Carbonia-Iglesias (- 6,2%).
Guida la classifica, col miglior tasso di crescita degli ultimi 13 anni, Castelsardo (32,5%) soprattutto grazie al migratorio pari al 35,2%. Seguono Uta (19%), Sestu (11,8%), Olbia (10,9%), Pula (8,8%), Quartucciu ( 6,6%),Sinnai (6,2%), Santa Teresa di Gallura( 3,3%), Arzachena ( 1,3%).
Anagraficamente a star peggio sono sempre i tre territori di Oristano ( età media 46,7, indice di vecchia 234,10%), Carbonia-Iglesias ( 46,7 anni età media e indice di vecchiaia 233,90%), Medio Campidano ( rispettivamente 46 e 213,70%). In Sardegna gli over 65 rappresentano ormai il 22,10% della popolazione ( 43,80 maschi, 56,20 femmine)
Nelle 8 province Olbia -Tempio si riconferma il territorio più giovane dell’isola (con una percentuale di over 65 pari al 19,60%) ed Oristano quello più anziano (con una percentuale di anziani pari al 24,80%). Carbonia – Iglesias e Medio Campidano seguono con un percentuali di over 65 pari a: rispettivamente a 23,80% e 23,60%.
Redditi
Il Medio Campidano è il territorio col reddito più basso nel 2016 (dichiarazione redditi relativa al 2015), seguito da Ogliastra, Nuoro e Carbonia-Iglesias. Il comune dove la gente è più povera è Bidonì ( reddito pari a € 9.257,78), seguito da Onanì (€ 9.412,94) e Monteleone Rocca Doria (9.864,95€). Tra i primi venti comuni più poveri, 10 si trovano in provincia d’Oristano. Cagliari è il comune col reddito imponibile più alto (€24.124,35), seguito da Sassari (€ 20.376,31). In terza posizione regionale in questa classifica dei comuni più ricchi si trova Selargius(€ 20.376, 31). Tra i venti comuni redditualmente messi meglio ben 8 si trovano in provincia di Cagliari.
Pensioni
In Sardegna vengono mensilmente erogate 576.226 pensioni, di cui 99.578 Inps ex Inpdap, 475.925 Inps e 782 Inps ex Enpals. Secondo i dati ISTAT la spesa pensionistica è pari al 22,49 % del PIL Sardegna. L’importo medio delle pensioni sarde ( considerate tutte le categorie: vecchiaia, invalidità, superstite, pensioni e assegni sociali) è pari a € 715.
Povertà
In 12 anni la povertà relativa in Sardegna è aumentata di 6,5 punti percentuali. La situazione si aggrava se si osserva la povertà familiare. Nel 2015 stando alle fonti Istat, circa 107.400 famiglie sarde si trovavano in condizioni di povertà relativa (erano circa107.800 nel 2014). Analizzando la serie storica (2003-2013) colpisce l’aumento di incidenza in dieci anni. L’incidenza della povertà relativa familiare passa da 13,3% del 2003 al 24,8% del 2013,
cioè in 10 anni è aumentata di oltre 11 punti percentuali.
Deprivazione della popolazione anziana
Il tasso di deprivazione della popolazione anziana in Sardegna è pari all’ 8,93%, significa che su 100 anziani ultrasessantacinquenni quasi 9 sono in stato di deprivazione. Cioè in Sardegna ogni 100 anziani quasi 9 non hanno un reddito sufficiente a far fronte ai bisogni essenziali. Di questi il 60% sono donne ed il 40% uomini. I tassi più alti si rilevano rispettivamente a Carbonia (9,96%) e Medio Campidano (9,89%) dove su 100 anziani quasi 10 sono in deprivazione. Di contro il tasso più basso si rileva
in Ogliastra (5,27%).
“La Sardegna di oggi, con oltre 400 mila persone in cerca di occupazione censite dai centri per l’impiego, con il sistema produttivo – a partire dal manifatturiero - in forte sofferenza e con pesanti criticità sul fronte degli indicatori sociali (povertà, dispersione scolastica, solitudine ed esclusione sociale, ecc) necessita - dicono i segretari generali Cisl Sardegna , Ignazio Ganga, e FNP Piero Agus - di un nuovo progetto di sviluppo e del continuo adeguamento delle politiche e degli strumenti che dovranno offrire risposte alle necessità delle Comunità e dei singoli”.