NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
03
Sat, Dec
62 Nuovi articoli

Carbonia. XXIX Marcia della pace in Sardegna

Stampa Nazionale
Aspetto
Condividi

Da Carbonia Tito Siddi. Alcune migliaia di persone hanno partecipato ieri sera a Carbonia alla XXIX marcia della pace sarda. Dopo il concentramento nella grande miniera, oggi museo del carbone e polo di iniziative culturali, alle 15 il vescovo di Ales Giovanni Dettori ha dato il via alla manifestazione. Una sfilata composta da oltre 40 fra associazioni di categoria, confederazioni e organizzazioni sindacali, il mondo del volontariato sardo, gruppi spontanei e cittadini provenienti tutta la Sardegna. Il corteo variopinto tra canti, slogan e bandiere ha percorso le vie principali della città sino a piazza Roma dove il vescovo di Locri, Ospite-testimone della Marcia monsignor Giancarlo Maria Bregantini, vescovo metropolita di Campobasso già vescovo di Locri e minacciato di morte della ‘ndrangheta per la sua attività a sostegno della legalità nel territorio calabro ad alto tasso di criminalità organizzata, ha tenuto il discorso conclusivo dopo le testimonianze dei lavoratori, dell’Alleanza contro le povertà, del volontariato, della Caritas e dei giovani. I proprio giovani sono stati i protagonisti. In mattinata hanno partecipato a tre workshop in cui sono stati dibattuti i temi guida della marcia di quest’anno: Lavoro, Povertà e Ambiente. Lo slogan della Marcia ha ricalcato il tema del messaggio di Papa Francesco per la 49/a Giornata mondiale della Pace “Vinci l’indifferenza e conquista la Pace” in cui l’incipit è quello che il Santo Padre chiama “Globalizzazione dell’indifferenza”. Un atteggiamento, quello dell’indifferenza, pericoloso e che mette a rischio la pace nel mondo. <La scelta di Carbonia non è casuale – ha dichiarato don Angelo Pittau promotore fin dal 1987 della Marcia della Pace di fine anno – perché la città mineraria prima significava “lavoro e benessere” per tantissima gente, oggi, invece, è l’emblema del “non lavoro”, della disoccupazione, della devastazione del territorio, della povertà”. Tito Siddi

fonte Avvenire

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Iscriviti!! E' Gratis

Iscriviti attraverso il nostro servizio di abbonamento gratuito di posta elettronica per ricevere le notifiche quando sono disponibili nuove informazioni.
Pubblicità