NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
03
Sat, Dec
61 Nuovi articoli

Mattarella ha giurato da presidente: "Sarò arbitro imparziale, i giocatori aiutino"

Stampa Nazionale
Aspetto
Condividi

Sergio Mattarella ha giurato davanti al Parlamento in seduta comune: è il XII presidente della Repubblica. Affiancato dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, e dalla presidente vicario del Senato, Valeria Fedeli, il capo dello Stato ha tenuto il suo discorso di insediamento davanti a un'aula gremita di parlamentari e rappresentanti delle Regioni, ricordando e "ringraziando con deferenza" i suoi predecessori, Giorgio Napolitano (presente in Aula) e Carlo Azeglio Ciampi.Un discorso lungo, intervallato da numerosi applausi e alcune standing ovation.Il discorso - Sergio Mattarella ha toccato molti temi: dalla crisi economica, alle responsabilità delle istituzioni, alla lotta alla mafia e alla corruzione, al terrorismo, al lavoro e al diritto allo studio. Quelli economici sono "punti di un'agenda esigente, su cui viene misurata la distanza tra istituzioni e popolo - ha esordito Mattarella -. Dobbiamo scongiurare il rischio che la crisi intacchi il patto sociale sancito dalla Costituzione". Per questo "l'urgenza delle riforme istituzionali e economiche deriva dal dovere di dare risposte efficaci alla comunità". Da Mattarella quindi l'appello a tutte le forze del Paese: "Serve unità", ha detto. "Mi impegno a confermare il patto Costituzionale che ha mantenuto il paese unito e riconosce i diritti costituzionali e il patto di unità sociale che impegna a rimuovere gli ostacoli che limitano le libertà e l'uguaglianza".La crisi - "Per uscire dalla crisi che ha fiaccato l'economia nazionale ed europea va alimentato il ciclo economico da tempo atteso", ha detto Mattarella entrando nel merito delle difficoltà del Paese. E qui l'elogio al governo Renzi: "Al consolidamento finanziario si accompagni una robusta iniziativa di crescita da alimentare a livello europeo. Il governo ha opportunamente perseguito questa strategia". Per questo, ha aggiunto, servono "riforme per adeguare la nostra democrazia". E tutto ciò va fatto per i cittadini che "chiedono trasparenza e coerenza nelle decisioni". Priorità dunque, secondo Mattarella, è la legge elettorale, "sollecitata più volte dal presidente Napolitano".Democrazia - Servono riforme per adeguare la nostra democrazia, ha aggiunto Mattarella osservando che "la democrazia non è una conquista definitiva". "Questo Parlamento presenta elementi di cambiamento: la più alta percentuale di donne e tanti giovani. Un risultato prezioso che troppo volte la politica stessa finisce di dimenticare", ha spiegato. Quindi "siamo tutti chiamati ad assumere la responsabilità primaria di riaccostare gli italiani alle istituzioni. Bisogna intendere la politica come bene comune, patrimonio di ognuno e di tutti. E' necessario ricollegare le istituzioni a quei cittadini che le sentono estranee". E la "garanzia della democrazia", ha detto Mattarella, è "vivere ogni giorno la Costituzione".Io arbitro imparziale, diritto al lavoro - "Io arbitro e garante, i giocatori lo aiutino", ha esortato il capo dello Stato, riconoscendo il suo ruolo di imparzialità, davanti a un'Aula plaudente che, a cominciare dai banchi di Forza Italia, si è alzata in piedi per una standing ovation. "Nel linguaggio corrente si è soliti tradurre il compito del Capo dello Stato bel ruolo di un arbitro, del garante della Costituzione - ha spiegato -. E' un'immagine efficace. All'arbitro compete la puntuale applicazione delle regole. L'arbitro deve essere e sarà imparziale". Ma, ha aggiunto, "garantire la Costituzione significa (anche) garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi". E significa anche "ripudiare la guerra e scegliere la pace", oltre che "riconoscere e rendere effettivo il diritto del lavoro".Lotta alla mafia e alla corruzione - Matterella ha poi messo l'accento sulle due grandi criticità della nostra società e della politica: "Lotta alla mafia e alla corruzione sono priorità", ha detto, osservando che "la corruzione ha raggiunto livelli inaccettabile". "La corruzione divora risorse che potrebbero essere destinate ai cittadini, impedisce la corretta esplicazione delle regole del mercato, favorisce le consorterie e penalizza gli onesti ed i capaci", ha aggiunto. "L'attuale Pontefice Francesco, che ringrazio per il messaggio di auguri che ha voluto inviarmi, - ha detto Mattarella - ha usato parole severe contro i corrotti 'uomini di buone maniere ma di cattive abitudini'". Falcone e Borsellino - E ha ricordato il sacrificio di Falcone e Borsellino nella lotta alla mafia. Altra standing ovation. "E' allarmante la diffusione delle mafie, antiche e nuove" è "un cancro pervasivo che distrugge speranze, impone gioghi e sopraffazioni, calpesta diritti", ha detto Mattarella aggiungendo che "dobbiamo incoraggiare l'azione determinata della magistratura e delle forze dell'ordine". Minaccia terroristica - "Altri rischi minacciano la nostra convivenza. Il terrorismo internazionale ha lanciato la sua sfida sanguinosa, seminando lutti e tragedie in ogni parte del mondo e facendo vittime innocenti", ha detto il capo dello Stato toccando un altro argomento di strettissima attualità. A queste parole segue la condanna della pratica della violenza in nome della religione. E ricorda Stefano Gaj Tachè, il bimbo di due anni ucciso in un attentato alla Sinagoga di Roma nel 1982. "Per minacce globali servono risposte globali - ha detto ancora -. Un fenomeno così grave non si combatte chiudendosi nel fortino degli Stati nazionali. I predicatori d'odio reclutano assassini, utilizzano Internet. La comunità internazionale deve mettere in campo tutte le risorse", ha ammonito. Per precisare poi che "la lotta al terrorismo non è guerra civiltà: sarebbe grave errore considerarla tale". Quindi, "la lotta al terrorismo va condotta con fermezza, intelligenza, capacità di discernimento. Una lotta impegnativa che non può prescindere dalla sicurezza. Lo Stato deve garantire diritto ad una vita serena e senza paura".Immigrazione e italiani prigionieri all'estero - Quella dell'immigrazione "è un'emergenza umanitaria grave e dolorosa che deve vedere l'Ue più attenta, impegnata e solidale", ha detto poi Mattarella sottolineando che "l'Italia sta facendo bene la sua parte". Ricorda poi i marò: "Occorre continuare a dispiegare il massimo impegno affinché la delicata vicenda dei due nostri fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, trovi al più presto una conclusione positiva con il loro definitivo ritorno in Patria". Un cenno anche agli altri connazionali irreperibili. "Di tre italiani, padre Paolo Dall'Oglio, Giovanni Lo Porto e Ignazio Scaravilli, non si hanno notizie in terre difficili e martoriate". Da Mattarella "solidarietà" ai famigliari e "l'augurio di un rapido ritorno a casa". Quindi il ringraziamento e il riconoscimento dell'essenziale ruolo svolto dalle Forze armate, di cui il presidente della Repubblica è capo, presidendo anche il Consiglio supremo di difesa.Tre minuti di appalausi alla fine del discorso - Dura poco più di tre minuti l'applauso dell'Aula di Montecitorio alla fine del messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Tutta l'Aula si è levata in piedi, compresi i parlamentari di M5S che però non hanno applaudito. Gli applausi sono stati in tutto 41 oltre a quello iniziale. 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Iscriviti!! E' Gratis

Iscriviti attraverso il nostro servizio di abbonamento gratuito di posta elettronica per ricevere le notifiche quando sono disponibili nuove informazioni.
Pubblicità