Possono gli uomini incarcerare i loro fratelli, ma non Dio e la sua Parola. Così si esprime l’Apostolo Paolo nella 2a lettera a Timoteo, mentre lui è in carcere. Ma sappiamo che ai nostri giorni in tanti posti del mondo non è possibile celebrare l’Eucarestia, né parlare di Gesù Cristo, né fare un semplice segno di croce.
XXVII Domenica (Anno liturgico C) Il male, la sofferenza nel mondo e la nostra fede in Dio
La situazione che sta davanti agli occhi del profeta Abacuc non invita all’ottimismo: contese, lotte, violenze, dolori a non finire. Dio sembra non rendersene conto, o potrebbe sembrare addirittura assente, o impotente.
XXV Domenica Anno liturgico C. Prudenza e impegno a largo raggio …
I furbi, gli imbroglioni, l’ingiustizia, non sono nati ieri, sono antichi quanto l’uomo. Il profeta Amos ne descrive i dettagli: Imbrogli sulla quantità e sulla qualità della merce; falsificando le bilance e vendendo per merce ottima la scadente.
La parola della domenica. XXIII Domenica (Anno Liturgico C)
Una folla numerosa andava con Gesù …! Sono le folle di ieri, di oggi e di domani; folle stanche e sfinite di questo nostro mondo; e in questa folla ci siamo noi. Egli si voltò e disse loro …; Si voltò …; Gesù non cessa di voltarsi verso di noi.
XXVI Domenica (anno liturgico C). Festa di San Gerardo a Frosinone
Il profeta Amos, un contadino dell'VIII secolo a.C., denuncia quei cittadini che vivono nella sfrontata ricchezza, senza minimamente preoccuparsi di tanta parte della popolazione che è in miseria. Il ricco Epulone vive spensieratamente la sua ricchezza; non ci viene detto che fosse stato ladro o sfruttatore
XXIV Domenica (anno liturgico C). Non c’è solo male
La grandezza di Mosè, il suo cuore grande, li vediamo nel come egli prega Dio: non chiede nulla per sé, ma intercede per il suo popolo. Ed è un popolo dalla testa dura, un popolo di peccatori, ma con la pazienza di Mosè e di Dio e gli aiuti più diversi se ne ottiene la conversione.
XXII Domenica (Anno Liturgico C) Umiltà e Verità e Carità pelosa
Umiltà e Verità
“La tua umiltà ti ha fatto ancora più grande”, recitava uno striscione in Piazza S. Pietro nei riguardi di Papa Benedetto che aveva dato le dimissioni.