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Thu, Apr

Corpus Domini … .

Il Vangelo della Domenica
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“O Pane del cielo, che tutto il mio Dio nascondi in quel velo; io t’amo e t’adoro, mio caro Tesoro. Ogni alma lo sa che bene più grande il mondo non ha; o amante Gesù, per darti a chi t’ama qual pane ti dai Tu”. (S. Alfonso de’ Liguori) Noi crediamo fermamente che quel pane e quel vino consacrati dal sacerdote nella Santa Messa diventano Gesù, anzitutto perché l’ha detto Lui, e Gesù dice la verità; in secondo luogo, trattandosi di un miracolo, in quanto all’apparenza quel pane e quel vino sembrano rimasti quali erano prima di essere consacrati, Gesù può fare questo miracolo, avendone fatti tanti altri. Esplicitiamo anche il significato della parola memoriale, poco usata nel linguaggio comune. Memoriale è una realtà, avvenuta nel passato, ma, ricordata e celebrata in un certo contesto, si fa nuovamente presente. L’Eucarestia è “memoriale” nei riguardi di Gesù e di noi uomini.
Nei riguardi di Gesù Durante l’Ultima Cena, Gesù prese del pane pregò e disse: “questo è il mio corpo”, trasformando quel pane nella sua vita; la stessa cosa fece col vino. In ogni Santa Messa il pane e il vino consacrati diventano Gesù, pur essendo Gesù, “risorto e asceso al cielo”, visibile faccia a faccia da noi in Paradiso. Nei nostri riguardi Gesù ha tanto amato gli uomini da dare la sua vita per i suoi discepoli e per tutti gli uomini, di tutti i tempi. Quel “Prendete e mangiate” dell’ultima cena, oggi è per noi; lo sarà per gli uomini di domani e di sempre . Ripeto, pur presente nell’Eucarestia, vedremo Gesù “faccia a faccia”, andando in Paradiso.
Perché l’Eucarestia?! “Siate uniti a me, come il tralcio è unito alla vite, e porterete molto frutto”, diceva Gesù; “Io sono la vite e voi i tralci”. Gesù vuole unirci a Sé, per trasformarci in Lui; vuole che abbiamo la sua stessa vita, il suo stesso spirito; pensare – parlare – agire, come Lui, che ha fatto bene ogni cosa. Ebbe a dire l’apostolo Paolo: “Non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me; il cuore di Paolo è diventato il cuore di Cristo; io credo di avere il pensiero di Cristo”. L’Eucarestia segno di unità – vincolo di carità Come i chicchi di grano, da tanti che erano, diventano un solo pane, anche noi, uniti a Cristo, diventiamo un solo corpo. “Facendo la Comunione”, ne consegue necessariamente il volerci bene, voler bene a Dio e voler bene a tutti! Agire diversamente sarebbe un controsenso, un vero scandalo!
A NOSTRA SALVEZZA E A GLORIA di DIO Con l’Eucarestia si realizza la piena santificazione dei fedeli e la massima glorificazione di Dio. Non si può essere più uniti a Dio di come lo si è con l’Eucarestia: Dio in noi e noi un tutt’uno con Lui, per essere come Lui, uomini nuovi nella giustizia e santità. Uniti a Gesù, benediremo e loderemo Dio Padre con le parole e con la vita come ha fatto Lui. Preghiamo ed auguriamo che l’Eucarestia realizzi ciò che significa! Amen ! Padre Nicola, sacerdote Redentorista,