L’apostolo Paolo scrive nella 2 Lettera a Timoteo: “La Parola di Dio insegna la verità, corregge gli errori, educa a vivere in modo giusto”. Sant’Agostino scriveva: ”Ama e fa’ ciò che vuoi”; perché se si ama, si fa solo bene a se stessi e agli altri. Il filosofo Kant affermava che la “legge morale (fa’ il bene – non fare il male) è iscritta nel cuore di ogni essere umano”, che lui chiama religione universale; “l’amore di sé al di sopra della legge morale”, lo chiama male radicale. In pedagogia si insegna che da forme alquanto impositive si passa a forme sempre più persuasive; bisogna cioè esporre le ragioni, le motivazioni del perché di un certo agire; occorre far comprendere che agire in un modo o nell’altro, è bene o male per il singolo individuo e per tutti. Il grande pensatore Pascal riteneva che agire bene conviene sempre, anche se tutto finisse con la nostra morte. Sant’Alfonso De’ Liguori, fondatore dei Redentoristi, Vescovo e Dottore della Chiesa, raccomandava ai Missionari che predicassero l’amore e non la paura, perché l’amore converte al bene, mentre la paura passa presto. Per quanto stiamo dicendo appare evidente la necessità di agire bene; eppure ci sono persone che agiscono male! Quotidianamente, per somma fortuna, si studiano modi e luoghi di correzione e di ravvedimento per tali persone. Cosa ne sarà?! Dio, con la morte e risurrezione di Gesù, ci ha rivelato che la vita non finisce il Venerdì Santo, ma continua in modo ben diverso testimoniato dal mattino di Pasqua. A Gesù risorto, e ai beati con Lui, non solo nessuno potrà più fare del male, ma chi avrà agito bene, e chi avrà agito male senza ravvedersene, non finiranno allo stesso modo, l’uno accanto all’altro, “come se nulla fosse stato”. (Dostoevskij) Il profeta Malachia preannunciava: “I superbi e coloro che commettono ingiustizia bruceranno come paglia; per gli operatori di bene invece sorgerà il sole di giustizia”. Gesù dirà: “Ci sarà pienezza di vita per gli uni, e pianto e stridor di denti per gli altri”. C’è il Paradiso insomma, e c’è l’Inferno. Il papa Giovanni Paolo II prima, e papa Francesco poi, agli uomini della Mafia e della Camorra hanno gridato: “Ricordatelo: un giorno ci sarà il giudizio di Dio!”.
Quando avverrà?!
”Quando sarà quel giorno, lo sa soltanto Dio, ma voi state sempre pronti”, esorta Gesù; l’apostolo Paolo, scrivendo ai Tessalonicesi, per dirlo a tutti noi, insiste di “non lasciarsi turbare da coloro che vivono in continua agitazione”, e di “mangiare il proprio pane, lavorando in pace”. Sia così per tutti per una felicità piena e duratura, come abbiamo già pregato all’inizio della celebrazione e auguriamo ora dal profondo di noi stessi. AMEN !
Padre Nicola Fiscante, sacerdote redentorista