Filippo di cui, in questa Domenica, si parla negli Atti degli Apostoli non è l’apostolo Filippo, ma uno dei diaconi scelto e consacrato per distribuire il necessario economico ai bisognosi. Filippo oltre che a quest’opera si adopera ad annunciare il Vangelo. Una fede adulta, matura ci porta ad illustrare le ragioni del perché crediamo, in chi crediamo, cosa speriamo. In quanto “la fede”, come hanno scritto i Vescovi dopo il Concilio ecumenico Vaticano II (1962-65), ”non è un fatto emozionale o irrazionale, ma è un fatto di verità”, va conosciuta, vissuta, e in parole ed opere testimoniata. Ripeto quanto, già riferito qualche Domenica scorsa, ebbe a scrivere il grande e santo papa Paolo VI: “Noi abbiamo la somma fortuna e tremenda responsabilità di aver conosciuto Gesù Cristo”. Non ci si può accontentare di credere perché così credevano i nostri genitori, nonni e bisnonni. Abbiamo mille modi per conoscere ed approfondire le ragioni della nostra fede in Cristo.
Scriveva Blaise Pascal:
“Ho pensato e ripensato; ho trovato mille motivi per credere, nessuno per non credere”. L’ateo non ha prove della non esistenza di Dio. S. Agostino lamentava:“Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Tu stavi dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo. Mi hai abbagliato, mi hai folgorato e hai finalmente guarito la mia cecità. Ti ho gustato e ora ho fame e sete di te.” Siamo stati educati a pregare Gesù, e ne siamo molto grati; ma troppo poco si pensa che è lo stesso Gesù a pregare per noi. Gesù prega perché abbiamo lo Spirito della verità, lo Spirito Santo. Lo Spirito di verità per meglio conoscere Gesù, che è la “Verità”, per meglio conoscere noi stessi e i nostri fratelli, e vivere nella verità.
Ripetiamo la preghiera che precede la proclamazione della Parola di Dio:
O Dio, che ci hai redenti nel Cristo tuo Figlio, confermaci nel tuo Spirito di verità perché nella gioia che viene da te siamo pronti a rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi. Amen !
Padre Nicola, sacerdote redentorista