Guai a leggere il Vangelo, e ogni altro testo, in maniera superficiale, alla lettera, isolando qualche frase da tutto il contesto, non tenendo conto della situazione storica. Oggi ad esempio potremmo pensare che Gesù sia stato, a dir poco, scortese nei riguardi della donna cananea chiamando cagnolini i non appartenenti al popolo d’Israele. Ma Israele così si esprimeva nei riguardi degli altri popoli nutrendo anche un certo disprezzo. Gesù invece ribalta le cose elogiando proprio gli stranieri; dai pagani è stato maggiormente accolto, ha trovato in loro più fede che in Israele. Disse infatti alla cananea: “Donna, grande è la tua fede”. Parlando poi del centurione romano disse: “Non ho trovato tanta fede in Israele”. Non è sufficiente dunque appartenere ad un popolo, ad una razza, essere membro di un Istituto religioso per essere giusti e santi. Gesù ce lo ricorda in tanti modi. “Non chi dice Signore, Signore…, ma chi fa la volontà del Padre mio entrerà nel Regno dei cieli”; “Dio non guarda all’apparenza, ma guarda al cuore”. E l’apostolo Pietro predicava: “Mi sto rendendo conto che Dio non fa preferenza di persone, ma chiunque pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è gradito a Lui”. “Il Tempio di Dio si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli”, annunciava già il profeta Isaia. “Dio è misericordioso verso tutti”, scriverà l’apostolo Paolo ai Romani.
In conclusione
“Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza della vertà”. La grande verità che salva e libera l’uomo dalle varie schiavitù è riconoscere e vivere la pari dignità di ogni essere umano indipendentemente che sia uomo o donna, bianco o nero, di qualsiasi fede religiosa e ideologia politica. Non c’è spazio per nessun relativismo o fondamentalismo ateo, islamico o cattolico. È possibile una società diversa, migliore, una Chiesa più santa. “Fa’ questo e vivrai” ! Amen.
Padre Nicola, sacerdote redentorista
XX Domenica (anno liturgico A). La salvezza è per tutti i popoli…
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