“L’abito nuziale”, di cui si parla nel Vangelo, è ben più che un vestito, è un modo di vivere, un atteggiamento interiore; non puoi ad esempio partecipare ad un pranzo di nozze ed essere contro gli sposi, nutrire odio, inimicizia nei loro confronti. Avvenne in Calabria che un invitato durante il rinfresco di matrimonio, approfittando della confusione, fu sorpreso a rubare in casa dello sposo. Leggiamo dal salmo 54: “Fosse stato un nemico, (a volermi male, a farmi del male) l’avrei sopportato; ma tu, mio compagno, mio amico e confidente”; questo proprio no! Una poesia di Montale suona così: “Ho contemplato la terra dalla luna, o quasi; questo pianeta che tutto rinserra: filosofia, teologia, pornografia, e gli uomini, e io tra questi; e tutto è molto strano”! Oggi la Parola di Dio ci aiuta a capire un po’ di questa stranezza. Dio per mezzo di Mosè e dei profeti si rivolgeva al popolo in questi termini: “Io ti dico queste parole, i 10 Comandamenti, perché tu viva, viva a lungo, e sia felice”. Papa Luciani una Domenica all’Angelus in piazza S. Pietro disse: se vivessimo secondo i 10 Comandamenti, come andrebbe bene il mondo e come staremmo meglio tutti quanti noi! Facendo il bene ed evitando il male, vivendo da figli di Dio e da fratelli, avremmo costruito un Paradiso in terra; abbiamo invece ridotto la terra ad una “valle di lacrime”, ad un “covo di odio”, ad una “fucina di armi”. Avremmo potuto raffigurare la nostra esistenza ad una festa di nozze, invece siamo diventati lupi gli uni per gli altri. E tutto ciò non è molto strano?! Siamo invitati ad un profondo esame di coscienza individualmente, come Chiesa e come società.
Con l’impegno di tutti, con l’aiuto che ci viene dal Signore per mezzo della sua Parola e dei Sacramenti, possiamo rimettere un po’ di ordine nella nostra esistenza, con la prospettiva consolante che un giorno ciò che di bello, di giusto e di buono desideriamo sarà realizzato in pienezza.
Non è da farsi illusioni, né da disperarsi; questa è la realtà che col dovuto impegno possiamo migliorare. L’apostolo Paolo l’aveva ben compreso e ringraziava chi gli era di conforto nelle tribolazioni, ricordandogli che il Signore Gesù lo avrebbe ricompensato venendogli incontro nelle necessità.
O Dio, con il tuo aiuto non ci stancheremo di operare il bene. Amen!
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista,