Domandare “Qual è il Comandamento più grande” da parte dei Farisei perché è un tentare e mettere alla prova Gesù?
Perché i Farisei, che Gesù tratta con molta durezza, fanno domande per avere risposte da poterlo accusare in quanto non rispetterebbe la tradizione dei padri e tant’altro.
I Farisei contestati da Gesù, “scribi e farisei ipocriti”, sono quelli che si credono possessori di tutta la verità, riluttanti a qualsiasi cambiamento di cuore e di azione.
Questi Farisei si son dati tante regole, ed esteriormente ne osservano molte, ma non amano e non si lasciano amare, trascurano la giustizia e ciò che è più importante.
Gesù più volte addita i bambini a modello per entrare nel Regno dei Cieli, perché i bambini hanno bisogno degli adulti, hanno bisogno di essere amati e di amare.
L’amore è innato in noi, fa parte del nostro essere, di come siamo strutturati.
Nessuno si è fatto da solo, ma dipendiamo da papà e mamma; alla nascita c’è stato chi si è preso cura di noi, altrimenti non saremmo sopravvissuti. Si cresce e si vive meglio nella misura in cui si è amati e si ama. L’amore è la legge fondamentale dell’esistenza.
A volte però relativizziamo tutto, anche le leggi fondamentali del nostro essere, le così dette leggi naturali. Si agisce condizionati dallo stato psicologico e da situazioni particolari e si dice: “faccio questo se mi sento”, “quando mi sento”, “se mi va”. E di conseguenza le cose non vanno bene.
Per Gesù c’è una sola legge, quella dell’amore, da cui scaturiscono tutte le altre, perché se si ama si fa solo del bene.
L’amore salva chi ama e rende migliore chi è amato.
L’amore trasforma la nostra vita molto più di tante leggi, prescrizioni, calcoli, dubbi, certezze, o rassegnazioni.
Dobbiamo confessarlo, siamo alquanto analfabeti in questo campo; dobbiamo andare a scuola del “VOLER BENE”, “ti voglio bene”, “voglio il tuo bene”, che poi è anche il mio.
Chi ama non fa del male a nessuno, tanto meno alle persone indifese.
“Ama e fa’ ciò che vuoi”, diceva S. Agostino. Chi ama ha adempiuto la legge.
Aver conosciuto Dio e amarlo ci fa amare di più noi stessi e gli altri, quali suoi figli e fratelli tra di noi.
IL nostro maestro è Gesù, che ha amato fino a dare la sua vita: “amatevi, come io ho amato voi!”.
L’apostolo Paolo loda i Tessalonicesi che vivevano seguendo l’esempio di Gesù e dello stesso Paolo.
Viviamo così anche noi con impegno e l’aiuto di Dio.
Voglio ripetere la preghiera fatta all’inizio della celebrazione:
“O Padre, donaci un cuore libero da tutti gli idoli per amare e servire te solo e amare i fratelli secondo lo Spirito del tuo Figlio, facendo del suo comandamento nuovo l’unica legge della vita”. A M E N !
Nicola Fiscante, sacerdote