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Thu, Nov

Cristo Nostro Re

Il Vangelo della Domenica
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Anzitutto precisiamo il significato del titolo di “RE“ riferito a Gesù, perché in tempo di “Repubbliche” potrebbe risuonare poco simpatico ai nostri orecchi. Ripercorrendo il Vangelo Dopo la moltiplicazione dei pani, operata da Gesù, la folla che aveva mangiato e si era saziata voleva rapirlo per farlo “RE”, pensando così di risolvere i tanti problemi economici, confidando nella sua onnipotenza. Ma era ben’altra la missione di Gesù; infatti si allontanò perché era stato frainteso il suo insegnamento; accetterà il titolo di “RE” dinanzi a Pilato, dopo la notte del Getsemani, avendo il volto sfigurato dalle percosse e dagli sputi, e sulla croce allorché il ladrone pentito lo invoca: “ricordati di me, quando sarai nel tuo regno”. Notiamo in Gesù un’autorità morale, una dignità che fece impressione a Pilato, al Sommo Sacerdote e allo stesso Erode. “IO SONO RE, per questo sono nato e per questo sono venuto nel mondo, per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce”. Al ladrone pentito risponderà: “Oggi stesso sarai con me in Paradiso”. La sera del Giovedì Santo aveva detto ai discepoli: “Mi chiamate MAESTRO e SIGNORE, e dite bene, perché lo sono; se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato a voi i piedi, vi ho dato l’esempio perché come ho fatto io facciate anche voi; vi riconosceranno per miei discepoli se avrete amore gli uni per gli altri”. In queste poche parole del Giovedì e Venerdì Santo vediamo chi è Gesù, chi siamo noi, cosa sarà di noi. Gesù è Dio che si è fatto uomo; il “Messia-Salvatore”; vero uomo come noi, in tutto simile a noi, tranne che nel peccato; è il primo nella verità e nell’amore; nessuno mai ha parlato bene come Lui, nessuno ha amato come Lui; è nostro modello in tutto; è colui che perdona i nostri peccati. È il primo dei risorti e ci assicura una vita beata, simile alla sua, per l’eternità: “vado a prepararvi un posto…, perché dove sono io siate anche voi”. In conclusione Gesù è tutto per me, per te, per noi; È IL MIO RE, È DIO della mia vita. Noi saremo nel suo “REGNO CHE NON AVRA’ FINE”, se avremo vissuto secondo il suo insegnamento; saremo con Lui e come Lui, beati per l’eternità, se saremo stati suoi discepoli, a servizio della verità e dell’amore. E chi non ha conosciuto Gesù?! Sarà ugualmente beato come Lui per sempre se nella vita avrà operato bene, se avrà amato, se avrà aiutato chi era in necessità, perché Dio non fa preferenza di persone, non fa torto a nessuno, ma chiunque pratica la giustizia è gradito a Lui. Amen! (Uniti tra noi e con Lui: il Regno di Dio …)
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate