Quand’era ancora buio, scrive l’evangelista Giovanni, (e… quel “buio” ha un significato molto vasto: Gesù, luce del mondo, ucciso dagli uomini, non si sapeva ancora del suo ritorno in vita) la Maddalena andò al sepolcro, lo trovò vuoto e corse a dirlo a Pietro e Giovanni. I due discepoli corsero a verificare la cosa. Giovanni entrò nel sepolcro e vide che le fasce con cui era stato avvolto il corpo di Gesù erano afflosciate per terra senza essere state srotolate. Credette quindi che “il Maestro” era risorto perché era impossibile tirar fuori il corpo senza srotolare le fasce. Anche il sudario piegato a parte ha un chiaro significato. Il sudario piegato ha a che vedere con la vita quotidiana che ogni ebreo conosceva bene. Il servo, quando preparava la tavola perché il padrone mangiasse, lo faceva esattamente nel modo dovuto; quindi rimaneva ad aspettare fuori dal campo visivo del padrone fino a che questi non avesse terminato di mangiare. Quindi il padrone si alzava, si puliva ben bene la bocca, la barba e le dita, appallottolava il tovagliolo lasciandolo sulla tavola. Il tovagliolo appallottolato voleva dire: “Ho finito…”. Se il padrone si fosse alzato e avesse lasciato il tovagliolo piegato al lato del piatto, il gesto avrebbe significato: “Tornerò…!”. Qualcosa di simile avviene per noi occidentali al ristorante allorché il commensale alzandosi da tavola e disponendo le posate in un certo modo indica al cameriere se ha finito o meno. Quindi le fasce non srotolate e il sudario piegato a parte furono i primi indizi che Gesù era ritornato in vita. Gli Apostoli dissero a Tommaso: Abbiamo visto il Signore…! A Tommaso tutto ciò appariva a dir poco inverosimile e disse: Se non vedo i segni dei chiodi e la ferita nel suo costato, non crederò. Questo non perché fosse un cattivo discepolo, ma Tommaso voleva toccare con mano per essere certo di non aver preso un abbaglio. Otto giorni dopo Gesù si ripresenta ai discepoli, invitando Tommaso a verificare i segni della Passione nel suo corpo risuscitato. I segni del Venerdì Santo nel corpo di Gesù rappresentano fin dove giunge il peccato degli uomini e di che misura è l’amore di Dio. Tommaso potrà solo esclamare: Mio Signore e mio Dio! Ne consegue che i primi cristiani vivono da fratelli, sono assidui alla preghiera e all’insegnamento degli Apostoli, sono contenti e stimati dal popolo. Gesù risorto ha fatto altri segni che non sono stati narrati dall’evangelista Giovanni, ma quanto è stato detto il discepolo lo ritiene sufficiente perché noi crediamo che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e credendo operiamo la salvezza. Il tutto ora si fa preghiera: Dio di eterna misericordia, rivivendo i misteri pasquali, come fu per Tommaso, si consolidi la nostra fede e operi nella nostra vita. Amen.
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate