In filosofia si insegna che per meglio comprendere la natura di una cosa bisogna andare alla sua origine. Facciamo dunque tale operazione per l’uomo. Nessuno di noi, uomo o donna che sia, si è fatto da sé, ma ha avuto papà e mamma. Il “Non è bene che l’uomo sia solo…” ha un significato molto ampio, è a largo spettro. Io ho bisogno di te, tu hai bisogno di me, siamo complementari. Anche nel parlare quotidiano usiamo termini che etimologicamente significano tutto ciò, anche se spesso ciò passa inosservato. Valga ad esempio la parola “famiglia”, da “famulus”, servo. Abbiamo già accennato che uomo e donna, maschio e femmina, sono necessari per dare origine ad una vita. La nuova creatura poi che viene alla luce non è autosufficiente e cresce meglio se ha chi se ne prende cura, se è ben voluta e vive in un ambiente sereno. Quindi in “famiglia” uno è a servizio dell’altro, tutti a servizio della vita. Fuori di casa la realtà non cambia, anzi si amplifica. Nessuno di noi può far tutto, esistono infatti i vari ambiti, le diverse attività di cui usufruiamo; e se ciascuno agisce bene, con professionalità, tutti stiamo meglio. Necessitano bravi medici, ricercatori, ingegneri, operai, sacerdoti e quant’altri. Anche coloro che ci governano hanno l’appellativo di “ministri”, “servitori”, a servizio del bene comune, della cittadinanza, perché tutti stiano meglio. Giustamente il filosofo Aristotele definiva “la politica” “l’arte più nobile ed utile”, e il papa S. Paolo VI “la forma più alta della carità”, in quanto non solo ci si impegna perché ciascuno abbia quanto gli spetta, ma il tutto viene fatto con amore. A questo punto ci appare più che chiaro e scontato il discorso di Gesù: È più grande chi serve di più, chi ama di più. La santa, madre Teresa di Calcutta, è stata definita “La regina scalza della pace”; “regina” non perché abitasse in una “Reggia”, o possedesse chissà quali ricchezze, ma perché ha tanto amato ed è stata “a servizio” dei più bisognosi. Nella storia dell’umanità “servo” in senso negativo è stato lo “schiavo” di altri; in senso positivo è “aiuto” agli altri. “Servire” = serve, è utile”; il contrario è “non serve a nulla”, o “asservire”, sottomettere gli altri, servirsi degli altri a proprio vantaggio, imporre la propria volontà, autoritarismo, dispotismo. Noi vogliamo avere come maestro e modello Gesù, il servo di tutti, il più grande di tutti, perché il più buono, colui che ha amato di più fino a dare la sua vita per salvarci. In noi è quasi innata la tendenza a emergere, a primeggiare; questa tendenza non va repressa, ma indirizzata. Gesù lo ha espresso chiaramente: “Chi di voi vuol essere il primo, sia il servo di tutti”, sul suo esempio che, maestro e signore, è stato in mezzo a noi per servire e non per essere servito; è “nato per servire la verità”. Se si vive così il mondo sarà più bello, la società sarà più umana. Amen.
Padre Nicola, sacerdote redentorista, San Sperate