Le tenebre in cui siamo immersi… Bonhoeffer: L’esilio vero è quando non soffri più di essere in esilio, l’assenza della nostalgia della patria. Non essendoci più nulla che duri, è crollata la fiducia nell’avvenire. Non essendoci più fiducia nella verità, si fa posto ai sofismi della propaganda. Non avendo fiducia nella giustizia, ci si arrangia alla men peggio. Heidegger: Gli uomini son portati a non pensare più, ad abbandonarsi all’immediato fruibile, consumabile. Gli uomini sfuggono all’evidenza del nulla con la maschera del perbenismo, nascondendo la tragicità del vuoto. Perfino l’amore diventa maschera e ci si tuffa in una somma di “passioni tristi”. Non si pensa più in grande, non si spera più in grande e ciascuno si rifugia nel suo piccolo particolare. Non avendo alcuna fiducia nella “Verità”, si è sfociati nella “Cultura debole”, nel relativismo totale. Si è senza speranza, senza grandi ragioni. “L’epoca delle passioni tristi”. Benasyag-Scmit Feltrinelli, Milano 2013. Eppure c’è ben altro … “La venuta di Cristo ha determinato un movimento spirituale nel mondo, movimento che non avrà più fine. A nessuno deve mancare l’invito della luce di Cristo: La luce splende nelle tenebre…. Chi pensa capirà. Chi desidera avrà. Chi prega esulterà.” Papa Paolo VI, 6 Gennaio 1956. E Gesù ha proclamato: Io sono la luce del mondo …; chi segue me non cammina più nelle tenebre. Da sempre gli uomini hanno desiderato un mondo migliore, con più giustizia, con più rispetto per tutti !
Gesù, nato un 2000 anni fa, è stato conosciuto come “uomo giusto e santo”; e si è posto a modello: “imparate da me, fate come ho fatto io”. Lungo i secoli molti lo hanno imitato; pensiamo ai Santi e a tanti uomini di buona volontà. Quanti progressi ha fatto l’umanità in ogni campo dell’agire umano e nel riconoscimento della dignità della persona! Il Vangelo ha dato un impulso formidabile per tale progresso. La profezia di Geremia si è quindi con Gesù realizzata. E quanto scriveva l’apostolo Paolo dei Tessalonicesi, lo possiamo dire di tanti uomini e donne di oggi. “Avete imparato da noi il modo di comportarvi e di piacere a Dio – e così già vi comportate -; possiate progredire ancora di più”! Vivendo così anche il nostro incontro finale con Gesù risorto sarà l’incontro con lo sposo, come lo stesso Gesù più volte si è espresso.
Nel 70 dopo Cristo Gerusalemme fu distrutta dai Romani; con tale immagine si è raffigurata la fine del mondo. A intendere bene, per ciascuno e tutti la fine della propria esistenza terrena è la fine del mondo.Perseverando nel bene, salveremo la nostra vita; non finiremo nel nulla.
Ringraziamo Gesù; …, facciamo tesoro del suo insegnamento ! ! !
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate