Le parole di Gesù “A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra” sono state a volte travisate facendone, contro ogni più naturale ed elementare buon senso, un principio di comportamento a tutto vantaggio dei prepotenti contro cittadini onesti indifesi. Ci è rivelato il giusto e dovuto atteggiamento di tali parole dallo stesso comportamento di Gesù in quel Venerdì santo mattina allorché schiaffeggiato non porse l’altra guancia; e come anche si comportò l’apostolo Paolo quando fu bastonato a Filippi e imprigionato in seguito. Ricevuto lo schiaffo, Gesù replicò: “Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?”. E Gesù fu rimandato a Pilato. (Giov.18,22. L’apostolo Paolo affermava: “Se risulto colpevole e ho commesso qualcosa che meriti la morte, non mi rifiuto di subirla; ma se nessuna delle accuse è fondata, allora nessuno ha il potere di farmi del male”. Il re Agrippa, il procuratore, Berenice e gli altri dell’assemblea vennero alle conclusioni: “Quest’uomo non ha fatto nulla che meriti la morte; e si sarebbe potuto rimettere in libertà se non si fosse appellato all’imperatore di Roma”. E venne inviato a Roma. (Atti degli Apost.16,11..; 26,1-32). Non giudicare…, e pregare per i nemici, non significa non reagire contro il male, la menzogna e il travisamento della realtà; non significa abdicare alla verità e al bene, ma distinguere tra errore ed errante; l’errore è sempre da rifiutare, l’errante da amare e condurre alla verità. Occorre tenere sempre ben presente tutto il mistero che alberga nel cuore di ogni uomo e donna al mondo, immersi in impensabili problematiche e numerosi condizionamenti. A ragione nei processi si parla di attenuanti. E il perdono…?! Ancora Gesù: “Se un tuo fratello pecca contro di te, rimproveralo; e se si pente, perdonalo. E se sette volte peccasse contro di te e sette volte ritornasse a dirti: Me ne pento, perdonagli”. (Luca 17,4) Deve starci a cuore che chi agisce male, cambi modo di vivere, per il suo bene e il bene di tutti. Pensiamo ad una mamma, ad un papà che hanno un figlio che non vive bene e sta male; amano quel figlio e desiderano tanto che lui cambi vita. Se ciò avviene, quale gioia per tutti! Dio questo ha fatto con noi: tanto ci ha amato da farsi uomo per salvarci. Chi rubava non rubi più, chi era bugiardo dica la verità al suo prossimo. E se ciò avviene, quale gioia per tutti noi. Verità con amore, amore nella verità.
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate,
VII Domenica ordinaria (anno liturgico C). Ma proprio mostrare l’altra guancia… e perdonare sempre…?
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