NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
16
Thu, Apr

XVI Domenica (anno liturgico C) ASCOLTARE GESÙ…., AMARE e AGIRE…. come Lui…….

Il Vangelo della Domenica
Aspetto
Condividi

Ascoltando Gesù si diventa sapienti e si ama e si aiuta di più il prossimo. Ascoltare e amare Dio porta necessariamente ad amare e aiutare gli uomini. Non c’è contrapposizione tra preghiera e carità, tra vita contemplativa e vita attiva; i santi della preghiera infatti sono anche i santi della carità.E non può essere diversamente, perché quanto più si ascolta Dio e ci si sente uniti a Lui che è Padre, ci si apre agli uomini nostri fratelli, andando incontro alle loro necessità. La parabola del buon samaritano, illustrata Domenica scorsa, e l’episodio di Marta e Maria di oggi, chiariscono nei particolari quanto stiamo dicendo. Lasciarsi prendere esclusivamente da alcuni valori, andare a senso unico, fosse anche il culto divino, non si è sulla retta via. Il sacerdote e il levita della parabola del buon samaritano, presi dai loro ruoli religiosi, non vedono che al culto divino, alla lode di Dio è connesso necessariamente l’aiuto al fratello bisognoso. Marta, accoglie Gesù con affetto e premura, ma preoccupandosi di troppe faccende, arriva perfino a rimproverare Gesù per il comportamento della sorella Maria che l’aveva lasciata sola a servire. Gesù non era andato in quella famiglia solo per mangiare, da esigere tale impegno di faccende da non poter neppure parlare ed essere piacevolmente e fruttuosamente ascoltato. La sorella Maria, a differenza di Marta, e il buon samaritano, a differenza del sacerdote e del levita, avevano ben compreso la gerarchia dei valori. Dio e il prossimo si richiamano a vicenda; non puoi dire di amare Dio, che non vedi, se non ami il fratello, che ti è vicino; né puoi amare il fratello, e subito dopo parlare male di Gesù. L’apostolo Paolo, che era diventato un tutt’uno con Cristo, era tutto per Lui, per la Chiesa e per le genti.Santa Teresa d’Avila, la grande mistica, scriveva: “Quanto è facile riconoscere coloro che hanno il vero amore per il prossimo, da coloro che l'hanno in una misura errata. Quando vedo delle persone tutte preoccupate ad esaminare il loro raccoglimento e così incappucciate mentre lo praticano, da non osare muoversi per non distoglierne il loro pensiero, per timore di perdere il gusto e la devozione che trovano in esso, dico tra me che non hanno capito bene la via all'unione. Si immaginano che in questo sia la perfezione. No, no, no; non è questa la via, sorelle. Il Signore ci domanda delle opere. Se, per esempio, vedete una malata alla quale potete procurare qualche sollievo, Egli vuole che lasciate le vostre devozioni per assisterla e mostrarle compassione; e se soffre, condividere il suo dolore; e digiunare, se occorre, perché lei abbia il cibo necessario. Questa è la volontà del nostro Maestro. Ecco l'unione vera alla sua volontà”. San Benedetto col suo “ORA ET LABORA” (Prega e Lavora) divenne maestro di civilizzazione dell’Europa. Penso che Gesù, ancora una volta, ripeta a tutti noi: ANCHE TU FA’ COSÌ! E vogliamo pregareO Dio sapiente e misericordioso, donaci di ascoltare Gesù, accoglierlo, amarlo e servirlo nei nostri fratelli.


Nicola Fiscante, sacerdote Redentorista,