È da saggi ascoltare, e nel caso fare, quanto ci dice chi ne sa più di noi e ci vuole bene; sarà la parola di Dio, i profeti, Gesù, o chi ci parla in suo nome e chi… diremo in seguito. L’ammalato di lebbra, come è narrato nel 2° libro dei Re nella Bibbia, fece come gli aveva detto l’uomo di Dio e guarì; i 10 lebbrosi fecero come aveva detto loro Gesù e guarirono. Non possiamo ritenerci soddisfatti pensando di sapere tutto, prigionieri delle nostre convinzioni, opinioni e delle nostre abitudini. Non a caso c’è la scuola d’obbligo per chi non è ancora in grado di riconoscere tutto il valore dell’istruzione e della cultura; vi sono le scuole superiori, l’università, la Chiesa, i sacerdoti, i catechisti, i genitori, i nonni, i veri amici, i medici, gli ospedali e quant’altro. Prendere coscienza quindi che abbiamo bisogno di qualcuno e di qualcosa per star meglio, per guarire. Saper ringraziare Dio e quanti ci fanno del bene. Siamo circondati ed immersi in tanti mali e sofferenze. Se Dio esiste, come in molti ritengono, perché permette tanto male?! Dio ci risponde: Abele l’ha ucciso Caino, le guerre non sono opera mia, cielo terra e mare li avevo fatti per voi ben più puliti, vi avevo creati fratelli e non lupi tra voi. Occorre smetterla di fare i furbi; necessita godere della nostra intelligenza, della nostra libertà, non fare del male a nessuno, operare bene e saper ringraziare. Secondo alcuni filosofi e teologi questo è il migliore dei mondi possibili. Usando bene cervello, coscienza e cuore, agendo nella libertà di voler fare ciò che debbo fare e voler fare nulla di male e di sbagliato, ci diciamo: cosa avrebbe potuto fare di meglio Dio di come ci ha creati?! Dobbiamo necessariamente riconoscere pari dignità, diritti e doveri di ciascuno ed agire di conseguenza perché le cose vadano meglio. Saremo grati a Dio e a tutti per come siamo fatti. Con più coscienza quindi amo ripetere quanto detto all’inizio della Santa Messa:
O Dio, noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa. Ti ringraziamo, Dio, per la nostra famiglia e per quanti ci vogliono bene e ci fanno del bene.
Padre Nicola, sacerdote redentorista, San Sperate