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Thu, Apr

II Domenica di Avvento (anno liturgico A) Salvi nel concreto della vita quotidiana…

Il Vangelo della Domenica
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Valutare con sapienza i beni terreni…, tenendo lo sguardo ai beni eterni… I profeti parlavano che un giorno sarebbe venuto colui che, pieno di sapienza e di fortezza, amico di Dio e degli uomini, avrebbe portato giustizia e pace sulla terra. Non avrebbe giudicato più secondo le apparenze o per sentito dire, ma con giustizia e prendendo decisioni eque per tutti, specie per i poveri e indifesi. Gesù un giorno nella sinagoga di Nazaret leggendo la profezia di Isaia che lo riguardava disse ai presenti: oggi si è compiuto ciò che voi avete ascoltato. Gesù di Nazaret non è un personaggio di romanzi, ma fa parte della storia dell’umanità, e, a riflettere bene, ci riguarda tutti. Siamo un po' tutti delusi e amareggiati dell’andamento delle cose. È pur vero che lungo i secoli e i millenni ci sono stati uomini e donne meravigliosi che hanno fatto progredire l’umanità nei valori che danno la gioia di vivere, ma in contemporanea quante ingiustizie, sopraffazioni, violenze, sofferenza e morte! Dopo periodi di una certa serenità e pace largamente diffuse, si torna a soffrire, piangere e morire in troppe parti del mondo. È in atto una “guerra mondiale a pezzi”. Giovanni Battista preparando il popolo ad accogliere Gesù predicava: Convertitevi dalla vostra condotta malvagia, perché alla venuta del Messia ogni albero che non dà buoni frutti sarà tagliato e gettato nel fuoco, il buon grano sarà riposto nei granai, mentre il male brucerà come paglia in fuoco inestinguibile. Conosciamo la vita di Gesù, i suoi pensieri, le sue parole, tutto il suo agire. Molti si convertirono alla verità e al bene, diventando anche suoi discepoli; altri continuarono a vivere male e a fare del male. Gesù non avrebbe potuto dire di più e fare di meglio. Prospettò una pienezza di vita, di pace e di gioia al presente agendo nella verità e nella giustizia, e vita, gioia e pace o pianto e stridor di denti per l’eternità a seconda di come ci siamo impegnati a vivere. Giovanni Battista pensava che il Messia già su questa terra avrebbe fatto tale operazione, ma dovette ricredersi, perché si è dovuto formulare il proverbio: Dio non paga il sabato. E come ebbe a scrivere anche Dostoievsky: Chi ha operato il male e chi ha subito il male, non finiranno l’uno a fianco all’altro come se nulla fosse stato. Ci rimane da concludere: Valutiamo con sapienza i beni della terra, orientati verso i bene eterni.

Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate,