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16
Thu, Apr

1° GENNAIO 2023. GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

Il Vangelo della Domenica
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« Anche se gli eventi della nostra esistenza appaiono così tragici siamo chiamati a tenere il cuore aperto alla speranza. San Paolo esorta a vigilare, cercando il bene, la giustizia e la verità: «Non dormiamo dunque come gli altri…» (1Ts 5,6). Non rinchiudiamoci nella paura, nel dolore o nella rassegnazione. Il Covid-19 ha generato disorientamento e sofferenza, causando la morte di tanti nostri fratelli e sorelle. La pandemia ha fatto emergere contraddizioni e disuguaglianze; ha minacciato la sicurezza lavorativa e ha aggravato la solitudine sempre più diffusa dei più deboli e dei poveri. Dopo tre anni è ora di interrogarci, imparare, crescere e lasciarci trasformare, come singoli e come comunità. Dalle crisi si esce o migliori o peggiori. Abbiamo imparato che abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri, che nessuno può salvarsi da solo. Necessita un ritorno all’umiltà, uscire dal nostro egoismo per aprirci alla sofferenza degli altri e alle loro necessità. Necessita rimettere al centro la parola “insieme”. Insieme costruiremo la pace nella giustizia. Una nuova terribile sciagura si è abbattuta sull’umanità. Abbiamo assistito all’insorgere di un altro flagello: un’ulteriore guerra, in parte paragonabile al Covid-19, ma tuttavia guidata da scelte umane colpevoli. La guerra in Ucraina miete vittime innocenti e diffonde incertezza non solo per chi ne viene direttamente colpito, ma in modo diffuso e indiscriminato per tutti, anche per quanti, a migliaia di chilometri di distanza, ne soffrono gli effetti collaterali; basti solo pensare ai problemi del grano e ai prezzi del carburante. Questa guerra rappresenta una sconfitta per l’umanità intera. Mentre per il Covid-19 si è trovato un vaccino, per la guerra ancora non si sono trovate soluzioni adeguate. Certamente il virus della guerra è più difficile da sconfiggere di quelli che colpiscono l’organismo umano, perché esso non proviene dall’esterno, ma dall’interno del cuore umano (cfr Vangelo di Marco 7,17-23). Dobbiamo cambiare il cuore. Dobbiamo pensare alla luce del bene comune, con un “noi” aperto alla fraternità universale, creando le basi per un mondo più giusto e pacifico, alla ricerca di un bene che sia davvero comune. Necessitano responsabilità e compassione, garantendo la salute pubblica per tutti, avendo cura della nostra casa comune, combattendo il virus delle disuguaglianze e garantendo il cibo e un lavoro dignitoso per tutti. Lo scandalo dei popoli affamati ci ferisce. Ispirandoci all’amore infinito e misericordioso di Dio, potremo costruire un mondo nuovo di amore, di giustizia e di pace. Maria Immacolata, Madre di Gesù e Regina della Pace, interceda per noi e per il mondo intero. (Dal Vaticano, 8 dicembre 2022 Francesco) Vogliamo far nostro per il nuovo anno l’augurio-benedizione di Mosè per il suo popolo: “Il Signore faccia risplendere il suo volto e ti benedica; il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”. Dio ha rivolto il suo sguardo su di noi e col Natale si è fatto uomo. Il volto di Dio è un volto buono, luminoso, come può guardare solo uno che vuole il bene, che ti vuole bene. Dev’essere molto amaro se qualcuno ci dicesse non ti guarderò più in faccia, e girasse il volto dall’altra parte. Noi vogliamo guardare come guarda Dio, volendo bene. Avremo pace in noi, saremo in pace con Dio e con gli altri, sarà un anno più bello.

Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate