Domenica scorsa, parlando delle tentazioni che possono albergare in noi, una delle tante è credersi al centro di tutto, e soprattutto riguardo a ciò che è sofferenza e male. Nessuno soffre quanto me, tutti i torti li subisco io, tutti ce l’hanno con me, nessuno mi vuol bene! Sarà pur vero, ma solo in parte; occorre vedere oltre il proprio naso, oltre il proprio paese, e l’orizzonte si allontana, il mondo si rivela più vasto, le cose stanno diversamente. Questo ed altro significa salire sull’albero come Zaccheo per poter vedere Gesù, o salire sul monte come Mosè, come il profeta Elia, come Gesù con i discepoli Pietro Giacomo e Giovanni e si trasfigurò.
Gesù si trasfigura e il suo volto brilla più del sole; non è una luce riflessa, è Lui stesso la luce; un volto bellissimo! È il più bello tra i figli degli uomini! Teniamolo ben presente, perché presto gli uomini sfigureranno quel volto; il Venerdì Santo Gesù non avrà più l’aspetto di un uomo, tanto gli uomini l’avranno sfigurato.
Gesù è il Figlio di Dio, il Figlio prediletto del Padre, come fu proclamato al battesimo al Giordano e ribadito sul Tabor, che noi dovremmo “ASCOLTARE”.
Lungo i secoli anche noi cristiani siamo un po’ caduti nella tentazione di non contemplare tutto il Vangelo, commuoverci dinanzi ad un Dio che si fa bambino, che nasce nella grotta di Betlemme al freddo e al gelo, che nella passione viene coronato di spine e muore crocifisso, risorgendo il 3° giorno. Recitando il santo Rosario si è passati subito dall’infanzia di Gesù, alla sua passione, morte e risurrezione. Il papa S. Giovanni Paolo II ha inserito i misteri luminosi per contemplare tutta l’opera di Gesù, la sua predicazione, i suoi miracoli, l’istituzione del sacramente dell’Eucarestia, Gesù presente tra noi per invitarci alla conversione, unirci a sé come i tralci alla vite, e portare molto frutto.
Necessita contemplare Gesù in tutti i suoi aspetti, in tutti i momenti della sua vita. Necessita guardare noi stessi per quelli che siamo, che facciamo, che possiamo essere e come finirla. Dire che tutto va bene, o che tutto va male, è falso, è tradire Dio e l’uomo.
Contemplando la trasfigurazione di Gesù non possiamo non pensare alla situazione di questa nostra umanità. Forse, o senza forse, come uomo e come donna siamo il capolavoro del creato, con la nostra intelligenza, libertà, volontà, con un cuore che palpita, e si può gioire e piangere. La Bibbia di fronte a tutto ciò esclama che è una meraviglia. Troppo spesso le cose però stanno diversamente, l’intelligenza ridotta a furbizia, la libertà a libertinaggio, si è dal cuore di pietra, o senza cuore, in tante situazioni. Occorre rimettere ordine nel nostro vivere e si sarà come il Gesù trasfigurato, splendenti di bellezza. Il continuo richiamo alla conversione, specie nel tempo di quaresima, è in questa linea. Non lasciamo inascoltato un tale appello.
Padre Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate
II Domenica di Quaresima (Anno liturgico A) Necessita fare qualcosa
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