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Thu, Apr

XV Domenica (anno liturgico A) Terreno… seme… acqua…raccolto…

Il Vangelo della Domenica
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Una prima riflessione a largo raggio La medesima acqua, per quantità e qualità, scendendo dalle nuvole ha effetti diversi a seconda di dove cade: terreno fertile, sassoso, con rovi e spine, o su una pietra. Questo per il seme in vista del frutto; altrettanto dicasi della Parola di Dio in noi. Il raccolto più o meno abbondante dipende dal terreno che riceve il seme e l’acqua, l’impostazione della nostra vita, dal come ci apriamo ai vari messaggi che ci giungono. Leggendo il Vangelo rileviamo come Gesù e il suo messaggio furono recepiti in modo tanto diverso: incontriamo folle entusiaste, peccatori che si convertono, scribi e farisei che lo rifiutano. Siamo chiamati ad esaminarci che tipo di terreno siamo e ciò che ne consegue.

Seconda riflessione Ciascuno di noi nel corso della sua esistenza può mutarsi nei diversi tipi di terreno, a seconda delle scelte che facciamo, a seconda delle circostanze e situazioni che ci troviamo a vivere. Periodi difficili di malattia, di economia, di ingiustizie subite, e tant’altro, possono spingere a chiuderci a qualunque messaggio e da qualunque parte venga. A tal proposito un’attrice, intervistata sulla sua fede, rispose: “Credo a seconda dei giorni”. L’apostolo Pietro un giorno proclamò Gesù Figlio di Dio che solo ha parole di vita eterna, e quella notte precedente il Calvario per paura giurò di non conoscerlo. Avendo presente questo stato di cose, dal punto di vista psicologico e sociologico, saremo più prudenti nella vita di ogni giorno perché non avvenga che, inavvertitamente o sconsideratamente, buttiamo delle perle ai porci, privandoci cioè di grandi tesori.

Terza riflessione Noi non solo siamo i diversi tipi di terreno, bensì siamo il seme, il seminatore e l’acqua che irrora. Persone con gravi compiti di responsabilità, impegnate perché tutto vada meglio in famiglia, nella società e nella Chiesa, potrebbero rimanere tremendamente deluse difronte ai risultati scarsi del loro lavoro. Pensiamo a dei genitori, professori, responsabili della cosa pubblica, sacerdoti, vescovi, papa; quante notti insonni, quante amarezze! Guai però a desistere dalla propria missione; sarebbe un vero disastro! Perciò il tutto si fa preghiera: Accresci in noi, o Dio, la disponibilità ad accogliere la tua Parola, che continui a seminare nei solchi dell’umanità, perché fruttifichi in opere di verità, giustizia e pace.

 

Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate