Celebrando la solennità dell’Assunta, viviamo e annunciamo qualcosa di bello per noi e per questo nostro mondo. Ammiriamo le meraviglie che Dio ha compiuto nella creazione di questo nostro mondo e ancor più di come ci ha redenti; e lo lodiamo e lo benediciamo come fa la Madonna Santissima col Magnificat.
Questa solennità ci aiuta a crescere nella fede e a migliorare la nostra vita quotidiana. La Madonna è stata la creatura umana senza neppure l’ombra di male che chiamiamo peccato; sempre unita a Dio; è stata colei che ha accolto Dio che si faceva uomo nel suo grembo verginale; è stata la prima creatura accolta da Gesù in Paradiso in anima e corpo. La Chiesa d’Oriente non parla della morte di Maria Santissima, ma di “DORMITIO” ; cioè la Madonna si sarebbe addormentata per svegliarsi alla luce e alla gioia della vita piena in Paradiso. Non ne conosciamo i particolari, ma non manchiamo di delicatezza pensando che Lei sia morta per entrare nell’eternità. Sappiamo tutto della morte del suo Figlio; la Madonna, sempre unita a Gesù, uomo dei dolori, da divenire “l’Addolorata”, sarà stata unita a Lui anche nella morte, per essere poi uniti per l’eternità. Anche per la nostra morte ci esprimiamo pressappoco negli stessi termini; veniamo sepolti in “CIMITERO”, che significa “DORMITORIO”. Si dorme il sonno dei giusti nell’attesa della risurrezione. Sulla facciata del “Verano”, il Cimitero storico di Roma, e di quello di Verona si legge da lontano “RESURRECTURIS”. Risorgeremo! In parole semplici e chiare, la nostra vita non finisce nel nulla con la morte; ciò che di bello e di buono abbiamo appena assaporato su questa terra, lo avremo in pienezza, senza più alcuna sofferenza, per l’eternità. Perciò una società che crede all’eternità del Paradiso, degli Angeli e dei Santi, è una società più serena, meno depressa, meno cattiva; apprezza di più i doni del Creatore, la salute, gli affetti, l’amicizia, la famiglia, il lavoro, lo svago, la natura, il cielo, la terra e il mare; ringrazia e gode di tutto, senza l’angoscia che tutto questo debba finire e finire per sempre. Lode a Te, o Dio, per come ci hai creati e redenti! Lode a Te, Vergine Maria, per come hai accolto e vissuto le Parole del Signore! Santa Madre di Dio, in Paradiso intercedi per noi, particolarmente per le tante persone che soffrono, per le troppe famiglie in difficoltà, per interi popoli ai limiti della sopravvivenza. Se tutti si starà meglio, ha inizio la vera festa già su questa terra.
Nicola Fiscante, sacerdote Redentorista, San Sperate
L'Assunzione di Maria al cielo è un dogma di fede della Chiesa cattolica, secondo il quale Maria, madre di Gesù, al termine della sua vita terrena, andò in Paradiso in anima e corpo. Questo culto si è sviluppato a partire almeno dal V secolo d.C., diffondendosi e radicandosi nella devozione popolare. Il 1º novembre 1950, papa Pio XII, avvalendosi dell'infallibilità papale, proclamò il dogma con la costituzione apostolica “Munificentissimus Deus” con la seguente formula: “La Vergine Maria, completato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo” (Papa Pio XII, par. 44, Vaticano, 1 novembre 1950). Queste parole volutamente non chiariscono se l'Assunzione di Maria sia stata preceduta o meno da sonno profondo o da morte naturale (“Dormitio Virginis”, espressione che in effetti può riferirsi sia ad un sonno che alla morte naturale): pertanto la Dormizione di Maria non è oggetto di dogma, mentre la sua glorificazione in corpo - nello stesso corpo che possedeva prima della Dormizione/transito- ed anima è parte integrante della fede della Chiesa cattolica. È una solennità celebrata il 15 agosto da tutte le Chiese cristiane (cattolici, ortodossi e non solo) che accettano questo articolo di fede e - corrispondendo per la Vergine a ciò che per gli altri santi è il “dies natalis” (transito) - costituisce la festa principale della Madonna, la solennità mariana per eccellenza dell'anno liturgico. Secondo una credenza popolare, in questo giorno Dio elargirebbe agli uomini abbondanti grazie e benedizioni. -- Mauro Pistis
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