La Parola di Dio è un invito pressante a bandire la vendetta dalla nostra vita. Odio e rancore sono sentimenti che non dovrebbero appartenerci; invece amore, perdono e qualche volta anche rammarico e indignazione, sull’esempio di Gesù, a seconda dell’atteggiamento che le persone hanno nei riguardi della giustizia, della verità, del male operato, della situazione che si è venuta a creare, come ad esempio questo mondo ridotto ad una valle di lacrime . Amare il bene, volere il bene ci dev’essere connaturale. Siamo una sola famiglia, la famiglia umana; siamo interdipendenti, abbiamo bisogno gli uni degli altri; il nostro agire in bene o in male si riflette sugli altri. Vediamo come Dio si è fatto conoscere. Vediamo come Dio si è fatto conoscere. “Eravamo schiavi, maltrattati, Dio ha avuto compassione di noi ed è sceso a liberarci; ha mandato i profeti e in ultimo ha mandato il suo Figlio che si è fatto uomo per salvarci”. Ci è stata indicata la via della vita: amare, amare Dio e il prossimo, perché se si ama si fa solo del bene. Ciascuno di noi verso se stesso e il nostro prossimo, se si è fatto del male, riconoscere il male operato, pentirsi e impegnarsi a far meglio, essere aiutati ed aiutare, essere perdonati e perdonare per un avvenire migliore. “Io non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva”, dice Dio. Tutto ciò deve stare a cuore a ciascuno di noi. Vivendo così si lavora per un mondo più abitabile, si realizza un’esistenza più a misura d’uomo.
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate