Anzitutto dobbiamo riconoscere e ricordare che Dio, creando questo nostro mondo, ha fatto tutto bene e non c’è nulla di cui pentirsi o rinnegare. Vede anche lui che troppe cose non vanno bene e che in noi e intorno a noi c’è troppa sofferenza e morte. Come un giorno su Gerusalemme, oggi Gesù piange su questa nostra umanità. Gesù continua a parlarci ed inviarci l’aiuto perché riconosciamo il bene e ci impegniamo a realizzarlo. Significa tutto ciò una quaresima di conversione, di preghiera, di digiuno, di carità. Credere al Vangelo è imparare a rinnovarci nei pensieri e nelle opere, in ogni età e in ogni situazione del nostro vivere. Durante la quaresima saremo invitati a pregare di più, a fare qualche sacrificio digiunando per aiutare, col nostro piccolo risparmio, chi si trova maggiormente in difficoltà. In tal modo risplenderemo con la nostra vita dinanzi a Dio e dinanzi agli uomini, vivremo in benedizione, e Dio, che vede tutto anche nel segreto, ci ricompenserà.
Sarà così una buona quaresima e ancor più una santa Pasqua. È quanto tutti ci auguriamo. E così sia.
P. Nicola Fiscante, sacerdote missionario redentorista, San Sperate
1a di Quaresima (anno liturgico B)
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