Avviene qualcosa di simile quando noi sacerdoti e suore facciamo gli esercizi spirituali, quando per voi fedeli laici si celebrano le missioni parrocchiali, novene e tridui di feste patronali, quando si partecipa alla Messa d
Gesù chiama i discepoli in disparte per riposarsi, perché tanta era la gente che andava e veniva da non esserci il tempo neppure per mangiare. Avviene qualcosa di simile quando noi sacerdoti e suore facciamo gli esercizi spirituali, quando per voi fedeli laici si celebrano le missioni parrocchiali, novene e tridui di feste patronali, quando si partecipa alla Messa domenicale. Ci si apparta per riposarci un po’. Ne abbiamo bisogno fisicamente e spiritualmente, anche per una messa a punto della nostra impostazione di vita. Domenica scorsa abbiamo meditato che Dio ci ama, ci chiama, ci manda ad annunciare il suo Regno; Dio ci chiama ad agire come Lui, che ama e “ha compassione” del suo popolo. I discepoli, dopo la Missione, ritornano da Gesù pieni di gioia, perché perfino i demoni sono sottomessi. E Gesù dirà: “piuttosto siate contenti perché i vostri nomi sono scritti in cielo”. Si fa appena in tempo a gioire per il bene operato, che nuove situazioni difficili, problematiche si presentano. C’è “gente stanca e sfinita, come pecore senza pastore”. La voce di uno che proclamava la verità e che la legge morale è uguale per tutti, era stata messa a tacere; Giovanni Battista, il testimone della luce, era stato ucciso da Erode. Deve parlare Gesù; infatti “si mise a insegnare loro molte cose”. Devono parlare i suoi discepoli, insegnando come Lui: “Quel che ho detto a voi, ditelo a tutti”. Abbiamo conosciuto quanto Gesù ci ama; dobbiamo amare come Lui. Non ci sono più né Giudei né Greci, né schiavi né liberi, né uomo né donna, ma siamo uno in Cristo, un solo popolo, un solo spirito, una sola fede, un solo Dio e Padre di tutti, con Gesù Cristo, Redentore di tutti. Tutti con la stessa dignità, gli stessi diritti e doveri. Come quel giorno i discepoli, noi oggi siamo in disparte con Gesù per riposarci un po’; usciremo di Chiesa portando il messaggio di salvezza. Ancora una volta Gesù ci ripeterà: “State contenti, perché i vostri nomi sono scritti in cielo”. Ogni anno la 3a Domenica di Luglio, come oggi, noi Redentoristi festeggiamo “GESÙ REDENTORE” da cui l’Istituto missionario prende il nome. “Facendosi uomo il Figlio di Dio si è unito ad ogni uomo e ad ogni donna; nascendo dalla Vergine Maria si è fatto veramente uno di noi. Egli è il Redentore dell’uomo!” (S. Giovanni Paolo II nell’Enciclica “Redemptor hominis, 8). Con te, Gesù, continueremo la tua missione di Salvatore e Redentore del mondo. Auguri ai Missionari, Suore, collaboratori e volontari Redentoristi! Padre Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate