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Thu, Apr

Prima Domenica di Avv. (anno liturg. c) La nostra storia….

Il Vangelo della Domenica
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Da sempre gli uomini hanno desiderato un mondo con più giustizia, con più rispetto per tutti. Il profeta Geremia scriveva che un giorno ci sarebbe stato un uomo giusto che avrebbe esercitato la giustizia nel mondo. 2000 anni fa nacque Gesù a Betlemme, che non solo fu giusto, ma perché ci fosse pienezza di vita e di pace nel mondo, pretese giustizia da parte di tutti e verso tutti. Predicava che ci si convertisse dall’operare il male, ponendosi lui stesso a modello di vita: “Imparate da me, fate come ho fatto io”. Lungo i secoli molti lo hanno imitato; pensiamo ai Santi e a tanti uomini e donne di buona volontà che han vissuto onestamente, con professionalità. Quanti progressi ha fatto l’umanità in ogni campo del vivere umano nel riconoscimento della dignità di ogni persona e di tutti i popoli. Il Vangelo ha dato un impulso formidabile a tale progresso. “Europa cristiana”, scriveva il grande e santo papa Giovanni Paolo II, “hai esportato un bagaglio di valori, che è divenuto patrimonio universale”. La profezia di Geremia quindi con Gesù si è realizzata. L’apostolo Paolo scriveva ai cristiani di Tessalonica, oggi Salonicco in Grecia: “Avete imparato il modo di comportarvi e come piacere a Dio; progredite ancora di più”. Vivendo bene, credenti o meno in un Dio e che non tutto finisca con la morte, non avremo da temere l’incontro finale con Gesù risorto e giudice del mondo; sarà l’incontro amato con lo sposo, come lo stesso Gesù più volte si era espresso. Rileggendo ancora le pagine del Vangelo, alla morte di Gesù sulla croce “Si fece buio su tutta la terra, ci fu un gran terremoto e le montagne si spaccarono”. Si è immaginato in tal modo la fine del mondo. Nel 70 dopo Cristo, avvenne qualcosa di simile con la distruzione di Gerusalemme. Situazioni simili, drammatiche, si sono poi ripetute lungo i secoli con guerre e persecuzioni. A intendere bene, è la “fine del mondo” per quella generazione, per le varie generazioni. Noi, perseverando nel bene, lavoreremo perché le cose vadano meglio per tutti e salveremo la nostra vita per una più bella eternità. Abbiamo proprio da ringraziare Gesù e tutte le persone che, usando cervello e cuore, agiscono bene. In questo modo vivremo un bell’Avvento e festeggeremo un vero grande Natale.

Padre Nicola Fiscante, Francavilla al Mare