Auguri di pace ad ogni donna e uomo, in particolare a chi si sente prostrato dalla propria condizione esistenziale, condannato dai propri errori, schiacciato dal giudizio altrui e non riesce a scorgere più alcuna prospettiva per la propria vita. Nessuna persona viene al mondo per essere oppressa: siamo fratelli e sorelle, figli dello stesso Padre Dio, nati per essere liberi. (cfr Lv 25,17.25.43.46.55). Nel 2025 la Chiesa Cattolica celebra il Giubileo per ristabilire la giustizia di Dio in diversi ambiti della vita: nell’uso della terra, nel possesso dei beni, nella relazione con il prossimo, soprattutto nei confronti dei più poveri e di chi era caduto in disgrazia. Viviamo disparità di ogni sorta, trattamento disumano riservato ai migranti, degrado ambientale, colpevole disinformazione, chiusura ad ogni dialogo. Sono tutti fattori di una concreta minaccia per l’esistenza dell’intera umanità. All’inizio di quest’anno, vogliamo metterci in ascolto di questo grido dell’umanità per rompere le catene dell’ingiustizia. Cosa tu sei, cosa tu hai, che non hai ricevuto?! Sii grato; ed, essendo grato, agirai meglio in famiglia, nella società, nella Chiesa.
Il vero cambiamento culturale e strutturale avverrà quando ci riconosceremo tutti necessari l’uno all’altro, bisognosi gli uni degli altri. Dio, che non deve nulla a nessuno, continua a elargire grazia e misericordia a tutti gli uomini, ascolta il grido dei poveri e della terra. Impariamo…! Fasciamo i cuori spezzati, liberiamo da ogni forma di schiavitù. Promuoviamo il rispetto della dignità della vita umana, perché ogni persona possa amare la propria vita e guardare con speranza al futuro, desiderando lo sviluppo e la felicità per sé e per i propri figli. Il futuro è un dono per andare oltre gli errori del passato, per costruire nuovi cammini di pace.
Soltanto quando «amore e verità s’incontreranno», «giustizia e pace si baceranno» (Salmo 85,11). A volte basta un semplice sorriso, un gesto di amicizia, uno sguardo fraterno, un ascolto sincero, un servizio gratuito, e ci scopriamo più uniti e più fratelli. Facciamolo, viviamolo. Concedici la tua pace, Signore! Rimetti a noi i nostri debiti, a noi che confessiamo le nostre colpe, che non restiamo sordi al grido dei più poveri, e di chiunque è in difficoltà. O Maria, regina della pace, prega per noi, Amen. (Confronta il “Messaggio della pace per il 1° di Gennaio 25” di papa Francesco.)
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, Francavilla al mare