I discepoli di Gesù, affascinati dal suo modo di pregare, insistettero perché insegnasse loro a pregare. C'era un senso di confidenza e di fiducia nella preghiera di Gesù che li stupiva; non avevano visto mai nessuno pregare in quel modo. Anche noi oggi dovremmo dire: "Signore, insegnaci a pregare, insegnaci a parlare con Dio in modo tanto confidenziale da chiamarlo “papà", “abbà”. Dio non è lontano, è padre di tutti, e ognuno può rivolgersi a Luì senza chissà quali titoli, ma dandogli del tu, nella forma più familiare. Chiamandolo ”papà" emergono i due sentimenti di relazione di fondamentale importanza. Da parte nostra c’è tutta la fiducia di figli, da parte di Dio tutta la tenerezza di un genitore. Viene spontaneo pensare a come Dio ci aveva creati: Vide che tutto era buono, e l’uomo e la donna erano una meraviglia, tutto in armonia. Esemplare e suggestivo è il dialogo che Abramo instaura con Dio quando intercede per salvare Sodoma, caduta nella dissoluzione del suo vivere. Da parte di Abramo c’è l’amore per il prossimo e tutta la fiducia in Dio. A Dio giunge il grido degli oppressi ed è presente il grande peccato degli oppressori. Abramo si mise davanti a Dio e lo supplicò che salvasse il possibile; e così avvenne. C'è bisogno di instaurare rapporti di fiducia in Dio, avendo ben presente il mondo in cui viviamo. Presentare a Dio i drammi, i problemi e le speranze nostre e di tutti. Abramo iniziò la lunga supplica: "Davvero sterminerai il giusto con l'empio? Rispose Dio: "Se troverò dei giusti …, risparmierò quella città". Oggi ci si presentano le tante città e i tanti paesi sconvolti dall'ingiustizia, dalla violenza, dalla guerra, dalla fame; c’è bisogno di tanti “Abramo” che intercedano per loro. “Il grido degli oppressi è troppo forte; il peccato degli oppressori è troppo grande”; c'è bisogno di tanti amici di Dio, che con insistenza preghino perché le nostre città si salvino, perché il Vangelo tocchi la mente e il cuore degli uomini. Egli è più che attento alla voce degli amici; Gesù lo sottolinea con due esempi limite, tratti dalla vita quotidiana: l'amico che arriva a mezzanotte e ottiene quanto chiede, e il padre che non darà mai una serpe al figlio che gli chiede un pesce. Chiediamo e ci sarà dato, cerchiamo e troveremo, bussiamo al cuore di Dio e il Signore volgerà il suo sguardo su di noi. Chi rubava, non rubi più; chi tradiva, non lo faccia più; chi si drogava e si ubriacava, abbandoni la vita dissennata. Dio è con noi con il suo aiuto, con la sua misericordia, con la sua tenerezza di “Padre”, anzi di “Madre”. Agli oppressi sarà fatta giustizia; e tutti ritroveremo la gioia di vivere in un mondo fraterno e solidale. “La giustizia si affaccerà dal cielo; gioia e pace si baceranno”. (Salmo 85) Vogliamo pregare così: Signore, insegnaci a pregare, per cambiare noi stessi e il mondo in cui viviamo.
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, Francavilla al Mare