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Sun, Jun

La parola della domenica. XI Domenica ordinaria (anno liturgico A)

Il Vangelo della Domenica
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Siamo stanchi di …. Gesù vedendo le folle ne sentì compassione …, erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore… È la stanchezza di tutti noi, il nostro disorientamento, la disgregazione in atto. Si è stanchi di lottare contro mille difficoltà che amareggiano la nostra esistenza; stanchi di faticare senza risultati; stanchi di non essere presi sul serio, di non essere compresi nelle nostre aspirazioni più essenziali; stanchi di essere imbrogliati; stanchi di subire ingiustizie; stanchi di esserci troppe volte illusi dinanzi alle tante promesse; frastornati dai mille messaggi, non sapendo più di chi fidarci. Troppo spesso si è in conflitto nella propria famiglia, nel proprio ambiente di lavoro, perfino nella stessa comunità di preghiera. A ragione quindi ci si sente smarriti. Non si distingue più la verità dall’opinione, la libertà dal libertinaggio, il bene comune dal proprio tornaconto. E nell’atteggiamento di falso rispetto per tutti, del politicamente corretto, si è istaurato il clima di “ognuno la pensa a suo modo”, “ognuno vive come crede”. Questo relativismo, ha più volte lamentato il compianto papa Ratzinger, ha fatto male alla società e alla Chiesa più che tutto il resto. Necessario l’invito di Gesù e indispensabili le sue parole: “Venite a me, ed io vi ristorerò”; “La verità vi farà liberi”; “Se la vostra giustizia non supererà quella dei farisei, non entrerete nel Regno di Dio”. L’amore non si riduce al sentimento bensì sfocia nel nostro agire. Nel vivere quotidiano saremo credibili se, avendo conosciuto ciò che è vero, bello e buono, lo vivremo. Da più di qualcuno ci sentiremo dire: Io non avevo più fiducia nella vita, incontrando te, ho conosciuto un amico; io ero confuso e tu mi hai fatto conoscere la verità; ero mesto, proprio triste e avvilito e tu mi hai dato coraggio, mi hai dato speranza, perfino mi hai dato gioia. Per tutti costoro un giorno ci sarà anche il Paradiso! Nella nostra esistenza anche il mare è per noi scuola di vita. Dal mare dobbiamo imparare ad essere sensibili; sensibili al mondo che ci circonda; sensibili alle gioie e alle sofferenze; nessuna forma di gentilezza e di aiuto ci dev’essere estranea. Solo così saremo gli artefici di una umanità a misura d’uomo, di una Chiesa secondo il pensiero e il cuore di Cristo.

Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, Francavilla al Mare