Da quando l’uomo è sulla terra ci si è interrogati sulle verità profonde dell’esistenza, si è parlato di Dio. In quei 3 anni della sua vita pubblica Gesù aveva suscitato interesse, curiosità, opposizione, tanto che chiese agli apostoli cosa si pensava e si diceva di lui. Mentre un giorno Gesù stava attraversando la città di Gerico, un uomo di nome Zaccheo cercava di vederlo, ma la folla era tanta e lui, piccolo di statura, dovette far ricorso ad uno stratagemma: corse avanti e salì su un albero! Gesù, non solo fu visto, ma invitò l’uomo a scendere e andò a pranzo a casa sua, suscitando in Zaccheo tanta gioia e favorendo per lui una vita totalmente nuova. Lungo i secoli quanti ostacoli si sono interposti tra Gesù e i vari ricercatori della verità! Pensiamo al razionalismo, al positivismo, al marxismo, allo spiritualismo e all’incoerenza di vita di tanti Cristiani, provocando sfiducia nella Chiesa e perfino in Dio. Come discepoli di Gesù, ne siamo amareggiati e chiediamo perdono; ma tutti siamo invitati ad aggirare gli ostacoli, sull’esempio di Zaccheo. Siamo invitati ad imitare Francesco di Assisi, e tanti altri come lui, che, pur vivendo in una Chiesa santa e peccatrice, si son fatti santi e, dall’interno, han contribuito a riformare la Chiesa e la società. Con l’aiuto che ci viene da Dio e l’immancabile impegno da parte nostra realizzeremo la nostra vocazione di uomini e di cristiani. Scriveva S. Agostino: “Dio che ha creato te, senza di te, non ti salverà se tu non vuoi” ; cioè Dio rispetta la nostra libertà; occorre la nostra collaborazione. Dio creò tutto con sapienza e amore, e vide che ogni cosa era buona, altrimenti neppure l’avrebbe creata. L’umanità ha fatto naufragio, ma Dio ha continuato ad amare l’opera sua; in tanti modi è intervenuto per riparare ciò che l’uomo aveva rovinato. “ O Dio, in modo mirabile ci hai creati, e in modo ancora più mirabile ci hai redenti !”. Abbiamo la vocazione di vivere la dignità di figli di Dio e di fratelli tra di noi, con la legge dell’amore, “come ha amato Gesù”. Siamo in cammino verso l’eternità per raggiungere la meta del Cristo risorto, allorché non ci sarà più pena alcuna, ma avendo quanto di bello abbiamo appena assaporato su questa terra. Non possiamo disinteressarcene, perché è bello vivere sapendo che la nostra vita non finisce nel nulla. A ragione dal più profondo di noi stessi si leva la lode e il ringraziamento al Signore, come già abbiamo pregato col Salmo: “Benedirò il tuo nome per sempre, o Signore. Buono è il Signore verso tutti , la sua tenerezza si espande su tutte le creature. Ti lodino, Signore, tutte le tue opere, e ti benedicano i tuoi fedeli”.
AMEN !
P. Nicola Fiscante, Redentorista
XXXI Domenica (Anno liturgico C). INCONTRARSI CON GESU’…, e vivere meglio !
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